Emilia Romagna. Oltre 65 milioni di risorse aggiuntive per migliorare l’assistenza

Emilia Romagna. Oltre 65 milioni di risorse aggiuntive per migliorare l’assistenza

Emilia Romagna. Oltre 65 milioni di risorse aggiuntive per migliorare l’assistenza
Il provvedimento, approvato dall’Assemblea legislativa, riguarda in particolare l’area materno infantile. Bonaccini: "Investiremo a breve altri 80 milioni di euro per interventi ulteriori, agendo dove necessario".

Oltre 65 milioni di risorse aggiuntive per migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria, in particolare per l’area materno infantile, grazie a interventi strutturali ed impiantistici e all'acquisizione di tecnologie biomediche ed informatiche per le Aziende del Servizio Sanitario regionale. Il provvedimento, approvato dall’Assemblea legislativa nella seduta odierna, è illustrato in una nota della Regione.

“Questi 65 milioni sono direttamente investiti sulle strutture ospedaliere che hanno bisogno di ammodernamento, di interventi strutturali e di adeguamenti funzionali – ha spiegato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – con l’idea di consentire ai professionisti che ci lavorano e ai pazienti che necessitano di cure di stare in strutture all’altezza della qualità della sanità che questa regione ha sempre avuto. Investiremo a breve altri 80 milioni di euro per interventi ulteriori, non a pioggia ma andando ad agire dove è necessario”.

Delle risorse complessive, spiega la nota, quasi 40 milioni di euro provengono dal cosiddetto payback del 2013, un meccanismo di ripiano attraverso il quale i produttori dei farmaci restituiscono al Servizio sanitario nazionale le somme che superano il tetto della spesa complessiva, mentre altri 26 milioni di euro si sono resi disponibili da fondi regionali.

“Risorse che vengono spese in maniera unitaria, cercando di garantire un equilibrio complessivo di sistema regionale – ha detto l’assessore Venturi – intervenendo in modo mirato negli ospedali che necessitano realmente di adeguamenti radicali e significativi”.

Le Aziende ospedaliere di Reggio Emilia, di Modena e di Bologna disporranno di finanziamenti per realizzare nuovi padiglioni (a Reggio Emilia e a Modena) dove saranno ospitate le mamme e i bambini. Anche a Bologna l’Azienda ospedaliera avvierà un percorso di riordino dell’area materno infantile con interventi sui padiglioni 4 ostetricia-ginecologia e 13 pediatria del Sant’Orsola.

L’Azienda ospedaliera di Reggio Emilia realizzerà per un importo di 14 milioni di euro il primo stralcio di un nuovo padiglione, detto padiglione MIRE – Maternità Infanzia Reggio Emilia. Per primo stralcio si intende la realizzazione dell’intera struttura con il completamento e l’attivazione del primo piano dedicato alle degenze pediatriche. L’obiettivo, da perseguire con ulteriori finanziamenti per completare l’opera, resta quello di fornire una risposta assistenziale moderna alla domanda di tutela della salute della donna, della gestante, della coppia, del neonato e del bambino, nel rispetto dei diversi contesti culturali, sociali, educativi. Il MIRE ponendosi come struttura di riferimento per la provincia, con competenze specifiche e di elevato contenuto specialistico, ma integrata nell’ambito della rete dei servizi sanitari ospedalieri periferici e territoriali, garantirà risposte efficaci e appropriate in ambienti con standard elevati di comfort alberghiero e sempre maggiori garanzie per la salute e la sicurezza dei pazienti e degli operatori.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena con fondi regionali per circa 15 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ulteriori 10.700.000 euro derivanti da fondi regionali per la ricostruzione post terremoto e con circa 2.600.0000 euro (totale complessivo circa 28.300.000 euro), realizzerà il nuovo padiglione materno infantile che accoglierà mamme e bambini. La maggiore disponibilità di spazio e di aree razionalmente distribuite per intensità di cura permetterà di mantenere le caratteristiche dell’approccio alla Gravidanza e alla Nascita quale evento fisiologico e familiare pur nella sicurezza di un’alta dotazione tecnologica in condizioni di urgenza emergenza o al presentarsi di complessità clinico-assistenziali.
Nel nuovo padiglione troveranno spazio anche il percorso per la Procreazione Medicalmente Assistita che le degenze di chirurgia pediatrica.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna procederà ad una profonda riqualificazione del padiglione 4 di ostetricia-ginecologia, edificio risalente agli anni 30, per un importo pari a 5 milioni di euro. Questo intervento fa parte di un più ampio piano di riordino dell’area materno infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna finanziato con ulteriori 12 milioni di euro con fondi regionali e per 5 milioni di fondi aziendali.

Oltre al miglioramento complessivo della resistenza alle sollecitazione sismiche del padiglione, l’intervento prevede la realizzazione del reparto di neonatologia in continuità con la Terapia Intensiva Neonatale in vicinanza delle sale parto e della degenza ostetrica riqualificate queste ultime secondo i criteri di comfort e moderni standard alberghieri. Il progetto comporta anche l’adeguamento ai criteri di accreditamento per il centro di 3° livello della struttura della procreazione medicalmente assistita (PMA) e la riqualificazione del blocco operatorio dedicato all’area di ginecologia e chirurgia mammaria, l’alloggio mamme; saranno inoltre ricavati nuovi spazi per la didattica.

Circa 16 milioni di euro saranno destinati, oltre che alla realizzazione del 1° stralcio funzionale della nuova centrale di sterilizzazione presso l’ospedale degli Infermi di Rimini, all’ampliamento del Pronto Soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena, all’eliminazione delle macro vulnerabilità locali delle strutture sanitarie dell’AUSL di Bologna, prevalentemente ad interventi di manutenzione straordinaria che permetteranno di mantenere in condizioni di sicurezza il patrimonio strutturale ed impiantistico delle Aziende sanitarie.

“E’ significativo segnalare che poco meno di 15 milioni di euro saranno destinati al rinnovo delle tecnologie biomediche ed informatiche”, osserva la nota regionale spiegando, inoltre che circa 3 milioni di euro serviranno per il rinnovo del patrimonio tecnologico dell’Azienda USL di Piacenza, in particolare per le tecnologie biomediche; altri 3.200.000 euro saranno destinati all’acquisizione di tecnologie biomediche di ultima generazione per l’imminente avvio delle attività sanitarie presso il polo cardio toracico vascolare dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna.

L’Azienda USL della Romagna investirà i 2.810.000 euro assegnati per l’ammodernamento tecnologico prevalentemente per l’acquisizione di tecnologie per la diagnostica digitale diretta e per una risonanza magnetica.

Piani di ammodernamento tecnologico, seppure per importi minori, interessano le Aziende sanitarie delle province di Parma, di Reggio Emilia, di Modena e di Ferrara nonché di Imola e l’Istituto Ortopedico Rizzoli.
 

28 Ottobre 2015

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