Emilia Romagna. Specializzandi da ‘soli’ su automediche 118: Procura apre inchiesta

Emilia Romagna. Specializzandi da ‘soli’ su automediche 118: Procura apre inchiesta

Emilia Romagna. Specializzandi da ‘soli’ su automediche 118: Procura apre inchiesta
Per ora l'indagine è soltanto conoscitiva e quindi non risultano indagati. Il caso si è aperto in seguito a un esposto dello Snami: "Una situazione che perdura da tempo nonostante l’esplicito divieto imposto della normativa". Ma l'Ausl replica: "Attività si svolge in base all’accordo tra Azienda USL e Alma Mater di Bologna".

La Procura di Bologna ha avviato un’inchiesta conoscitiva (per ora non ci sono indagati) sul caso degli specializzandi che viaggerebbero e lavorerebbero da soli, senza l’affiancamento di un medico abilitato, sulle automediche del 118. Il caso era stato aperto da un esposto di Francesco Biavati, presidente regionale e provinciale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), che aveva segnalato “all’Azienda USL e all’ Università di Bologna l’utilizzo irregolare di Medici Specializzandi che sostituiscono gli strutturati nelle due sole automediche cittadine”.

Il sindacato, tramite un comunicato, denunciava come “questa situazione perdurasse da tempo nonostante l’esplicito divieto imposto della normativa. Quest’ultima infatti, vieta la sostituzione dei medici strutturati con specializzandi che essendo medici in formazione hanno un inquadramento atto a tutelare i pazienti e possono pertanto assistere i pazienti a patto che sia sempre fisicamente disponibile un medico strutturato per ogni evenienza e per l’eventuale intervento”. E, osservava lo Snami, bisogna aggiungere che questi medici specializzandi “sono stati utilizzati per anni, coprendo migliaia di ore: notti, festivi, senza percepire un euro di compenso per mansioni che in realtà erano loro precluse”.

Lo scorso 15 dicembre lo Snami sottolineava che, dopo le segnalazioni, gli specializzandi “sono stati sospesi dal servizio per alcune settimane e poi reintegrati nella sola postazione sita all' Ospedale Maggiore. L’aneddoto più preoccupante che ci è stato riferito è che tutti questi colleghi siano stati in fretta e furia chiamati nelle aule per essere formati relativamente a soccorso e rianimazione pediatrica, tossicologia ed altri argomenti che pare non avessero mai affrontato nonostante previsti sia dalla normativa nazionale che dalla delibera regionale di accreditamento delle strutture di emergenza”.

Sulla vicenda è poi intervenuta direttamente l'Ausl, spiegando che “rispetto alla questione sollevata da una sigla sindacale riguardante gli specializzandi presenti sulle auto-mediche, la loro attività si svolge, in base all’accordo tra Azienda USL e Alma Mater di Bologna, a conclusione del percorso formativo della Scuola di specializzazione in Anestesia, rianimazione e terapia intensiva”.
E quindi “gli specializzandi operano – sottolinea l’Ausl – all’interno della rete dell’emergenza pre-ospedaliera cittadina, in piena coerenza con i criteri che caratterizzano i percorsi professionalizzanti, che prevedono gradi di autonomia professionale crescente con la disponibilità di tutor clinici, come per tutte le diverse discipline”.
 

14 Gennaio 2015

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