Errani scrive a Monti: “Patto per la Salute è una priorità”

Errani scrive a Monti: “Patto per la Salute è una priorità”

Errani scrive a Monti: “Patto per la Salute è una priorità”
Il presidente della Conferenza delle Regioni indica sette temi essenziali nel confronto con il nuovo Governo, tra cui Patto per la Salute, federalismo fiscale e welfare. Soddisfazione per la scelta di Monti di seguire personalmente i rapporti con le Regioni.
 

Una lettera per formulare al nuovo presidente del Consiglio “i migliori auguri per l’attività del Governo”, a nome della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Ma la missiva inviata da Vasco Errani a Mario Monti rispecchia lo spirito del “fare presto” ed entra subito nel merito del molto lavora da svolgere. “Le sfide che abbiamo davanti – scrive Errani – sono impegnative ed è necessario ritrovare coesione fra i diversi livelli istituzionali per rendere più sostenibili le scelte e le politiche del Governo”, e proprio per questo “la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha accolto con estremo favore la scelta di impegnarsi personalmente ad impostare e condurre i rapporti con le Regioni e le Autonomie locali, presiedendo la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Unificata, ravvisando in ciò l’avvio di una nuova fase nelle relazioni tra Governo e Regioni, maggiormente ispirata al principio di leale collaborazione”.

Allegata alla lettera una scheda che indica lo stato dell’arte di sette situazioni giudicate da Errani prioritarie: Patto per la salute, Welfare locale, federalismo fiscale, trasporto pubblico locale, Patto di stabilità, riduzione dei costi delle Istituzioni, coesione territoriale.
Riguardo al Patto per la Salute, Errani sottolinea nella lettera che pone almeno tre elementi cruciali, ovvero il finanziamento del Ssn, gli investimenti per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico e le procedure per la gestione dei piani di rientro delle Regioni in deficit.
In materia di federalismo fiscale, il presidente della Conferenza delle Regioni ribadisce la volontà di proseguire nel percorso avviato con la legge 42, ma sottolinea anche le difficoltà create sui bilanci regionali dalle ultime manovre economiche. E i tagli delle manovre di luglio e settembre rendono anche insostenibile la delega alle Regioni su alcuni servizi sociali, avendo sostanzialmente azzerato i Fondi dedicati, a cominciare da quello per la non autosufficienza.

21 Novembre 2011

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