Esplosione distributore di benzina a Roma. Situazione in evoluzione ma sotto controllo da parte del sistema sanitario regionale

Esplosione distributore di benzina a Roma. Situazione in evoluzione ma sotto controllo da parte del sistema sanitario regionale

Esplosione distributore di benzina a Roma. Situazione in evoluzione ma sotto controllo da parte del sistema sanitario regionale
Sono 45 i feriti, tra residenti, passanti, forze dell’ordine e personale sanitario del 118 intervenuti per prestare soccorso. Due le persone in prognosi riservata. In prima linea l’Ospedale Sandro Pertini, l’Ospedale Sant’Eugenio e la Uoc Grandi Ustionati. La Asl Roma 2, sta predisponendo le comunicazioni da diffondere ai cittadini, in attesa del referto ufficiale relativo alla possibile presenza di diossine nell’aria.

È di 45 dei feriti il bilancio dell’esplosione di distributore di GPL, questa mattina a via dei Gordiani, nel quartiere Prenestino, a Roma. Residenti e passanti colpiti dai vetri rotti delle abitazioni, mentre fra le forze dell’ordine si contano 18 feriti tra cui 11 poliziotti e un carabiniere. Molti feriti in codice giallo e due persone in prognosi riservata.

La Asl Roma 2 ha attivato tutte le azioni necessarie per fare fronte all’emergenza sanitaria e gestire il progressivo afflusso di feriti nelle strutture ospedaliere del territorio. I dati sono quindi in continuo aggiornamento e delineano appunto una situazione in evoluzione ma sotto controllo da parte del sistema sanitario regionale.

Presso l’Ospedale Sandro Pertini dove erano stati presi in carico tre pazienti (due di questi avevano riportato traumi ortopedici in seguito alla caduta provocata dallo spostamento d’aria generato dall’onda d’urto dell’esplosione un terzo ferito un paziente ustionato, in condizioni gravi ma non critiche) l’emergenza attivata nelle prime ore della mattinata è rientrata. I pazienti inizialmente accolti sono stati dimessi, non presentando condizioni cliniche gravi.

Anche il Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Eugenio ha accolto tre feriti, tutti con fratture che hanno richiesto l’attivazione di codici di emergenza arancione e rosso. Si segnalano alcuni traumi ortopedici e lesioni da schegge di vetro riconducibili all’esplosione. Tutti i soggetti sono stati prontamente presi in carico e assistiti dal personale sanitario.

I due pazienti più gravemente colpiti sono attualmente ricoverati presso l’Unità Operativa Complessa Grandi Ustioni dell’Ospedale Sant’Eugenio. Entrambi versano in condizioni critiche e sono sottoposti a ventilazione meccanica assistita. Le persone coinvolte presentano ustioni di terzo grado, estese rispettivamente sul 55% e sul 25% della superficie corporea, oltre a lesioni da inalazione e barotrauma, compatibili con un’esposizione diretta all’onda d’urto dell’esplosione. La prognosi resta riservata. La Terapia Intensiva dell’Ospedale Sant’Eugenio si mantiene in stato di allerta per garantire la tempestiva accoglienza di eventuali ulteriori casi critici.

Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, le analisi sulla qualità dell’aria sono di competenza di ARPA Lazio. Tuttavia, la Asl Roma 2, in costante raccordo con il Municipio interessato, ha predisposto le comunicazioni da diffondere ai cittadini, in attesa del referto ufficiale relativo alla possibile presenza di diossine nell’aria.

La Asl invita quanti intendano donare sangue a contattare preventivamente i Servizi Trasfusionali dell’Ospedale Sant’Eugenio e dell’Ospedale Sandro Pertini, per evitare assembramenti e donazioni non coordinate. Al momento, spiega, non sussiste un’emergenza specifica legata alla carenza di sangue.

Maurizio Zega, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma ha espresso “Solidarietà ai feriti, grazie ai soccorritori (fra i quali i nostri colleghi, alcuni dei quali forse anche feriti) e vicinanza a tutta la popolazione colpita da questo evento sciagurato: vigilare, intervenire con tempestività, reagire con razionalità ed efficacia non è cosa facile, e non riguarda solo le maxi emergenze ma la quotidianità che infermieri e altri professionisti sanitari garantiscono quotidianamente nelle micro emergenze. Tutti devono esserne consapevoli. Sempre, non solo per questi tragici eventi”.

04 Luglio 2025

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