Fabi: “Nessun buco nelle Aziende e nessun rischio per la sostenibilità del Sistema regionale”

Fabi: “Nessun buco nelle Aziende e nessun rischio per la sostenibilità del Sistema regionale”

Fabi: “Nessun buco nelle Aziende e nessun rischio per la sostenibilità del Sistema regionale”
Nei bilanci di previsione sono contenuti tutti i costi potenziali e solo i ricavi a oggi certi, ha chiarito l’assessore: “Non è corretto parlare di disavanzo, manca ancora il riparto 2025 delle risorse del Fondo nazionale, il cui incremento è per altro insufficiente a coprire l’aumento delle spese”

Nessun buco di bilancio e nessun rischio per la sostenibilità del sistema sanitario regionale. Quelli presentati in questi giorni dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna sono, infatti, bilanci di previsione che, per loro natura, contengono solo i ricavi attualmente certi nel momento della loro redazione e, diversamente, anche di tutti i costi potenziali dell’esercizio.

A sottolinearlo l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi: “Non è corretto affermare che il Sistema sanitario regionale abbia un disavanzo di 985 milioni di euro. Nel rispetto delle prerogative dell’opposizione, infatti, in questo modo si fornisce un’informazione falsa, che non tiene conto delle regole di predisposizione dei bilanci preventivi e li riduce a un gioco con il pallottoliere, insinuando dubbi infondati nei cittadini e mancando di rispetto alle migliaia di professionisti che lavorano nella nostra sanità”.

“I bilanci di previsione – sottolinea ancora Fabi – contengono, infatti, solo i ricavi certi all’atto della loro redazione, mentre, diversamente, tengono conto della previsione di tutti i costi potenziali dell’esercizio. E per quanto riguarda in particolare i ricavi, a tutt’oggi non è ancora stata definita l’intesa Stato-Regioni sul riparto 2025 delle risorse del Fondo sanitario nazionale e ciò principalmente a causa del fatto che il suo incremento sull’anno risulta del tutto insufficiente a coprire l’aumento della spesa sanitaria in gran parte dovuto alla crescita dei costi connessi all’adeguamento al tasso di inflazione, al rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del personale e all’utilizzo dei farmaci innovativi ad alto costo su un sempre maggior numero di pazienti. Una mancanza denunciata da tutte le Regioni”.

A questo si aggiunge un altro aspetto, che è già stato riportato con trasparenza nella delibera regionale di programmazione e finanziamento delle Aziende sanitarie e nelle singole deliberazioni delle Aziende stesse: “Una parte rilevante – prosegue ancora l’assessore – di risorse è trattenuta a livello centrale presso la Gestione sanitaria accentrata regionale per essere successivamente assegnate alle Aziende con finalità di riequilibrio a fronte dell’andamento annuale”. E ciò “determina con tutta evidenza come la cifra di disavanzo indicata, non tenendo conto degli ulteriori elementi sopra richiamati, sia una rappresentazione fuorviante e tendenziosa della reale situazione economica del nostro servizio sanitario regionale”.

Piuttosto, conclude Fabi, “ci si dovrebbe concentrare sul gravissimo problema di sottofinanziamento che, di fatto, ogni anno sottrae alla Sanità almeno il 2% di risorse pari, nella nostra regione, a circa 200 milioni di euro”.

14 Luglio 2025

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