Farmaci generici. Lombardia si accollerà i sovraprezzi fino al 31 maggio

Farmaci generici. Lombardia si accollerà i sovraprezzi fino al 31 maggio

Farmaci generici. Lombardia si accollerà i sovraprezzi fino al 31 maggio
A partire da domani, giovedì 5 maggio, e (in via sperimentale) fino al 31 maggio i cittadini lombardi potranno tornare ad acquistare al prezzo antecedente all'ultima delibera Aifa di prima certi farmaci equivalenti (cioè con il brevetto scaduto), generici ma non solo, che nelle scorse settimane venivano fatti pagare di più. Lo dispone una delibera proposta dal’assessore Luciano Bresciani che ha messo sul piatto 1 milione di euro.

“La Regione – approvando una delibera proposta dall'assessore alla Sanità Luciano Bresciani – ha deciso di accollarsi la differenza di prezzo, evitando quindi che essa continuasse a ricadere sui cittadini come era accaduto nei giorni scorsi”.  La Lombardia segue quindi, seppur in via sperimentale quanto già deciso da Toscana e Piemonte la scorsa settimana. L'operazione ha vigore in tutte le 2.600 farmacie convenzionate con il Servizio Sanitario Regionale. “Con questa decisione – ha spiegato il presidente Roberto Formigoni – facciamo in modo che i cittadini non debbano pagare nessun sovrapprezzo. L'impegno economico fino al 31 maggio è stimato in circa 1 milione di euro. Contiamo sul fatto che entro la fine del mese il problema possa essere risolto alla radice anche attraverso un nuovo provvedimento di Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che abbiamo già chiesto e con la nuova immissione nel mercato di farmaci a più basso prezzo”. “Questo provvedimento di Regione Lombardia – ha commentato l'assessore Bresciani – viene incontro alle molte segnalazioni di cittadini che si sono trovati a dover pagare di tasca propria costi aggiuntivi per poter usufruire di diversi farmaci. Il fatto di dover sopportare maggiori spese rischia infatti di pregiudicare la continuità del trattamento farmacologico soprattutto nei pazienti cronici e in quelli più fragili da un punto di vista socio-economico”.
 
Cosa prevede la delibera dell’Aifa. L'aggravio per i cittadini era nato dalla decisione dell'Agenzia Italiana del Farmaco dello scorso 8 aprile – che ha a sua volta applicato una disposizione della Finanziaria (DL 78 del 31 maggio 2010) – in cui era previsto l'abbassamento, in percentuali variabili dal 10 per cento al 40 per cento, del "prezzo di riferimento" (cioè la quota di rimborso a carico delle casse pubbliche) di circa 4.200 farmaci "fuori brevetto". Alcune aziende farmaceutiche non hanno abbassato di conseguenza il prezzo di vendita al pubblico di questi stessi farmaci, con il risultato che la differenza tra il prezzo di vendita e il "prezzo di riferimento" (cioè il rimborso massimo stabilito da Aifa) è ricaduta sugli assistiti, che hanno dovuto pagarla di tasca propria. In alcuni casi si trattava di pochi centesimi, ma in altri casi anche di somme più consistenti. La Regione Lombardia ha deciso dunque di intervenire, accollandosi questi costi, in attesa che, come auspicato da più parti, le aziende farmaceutiche decidano di riallineare i prezzi di vendita al pubblico con quelli "di riferimento", annullando la differenza tra i due importi e ristabilendo di fatto dunque la situazione precedente alla decisione dell'Aifa dell'8 aprile.

04 Maggio 2011

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