Firmato accordo integrativo regionale con la Fimmg

Firmato accordo integrativo regionale con la Fimmg

Firmato accordo integrativo regionale con la Fimmg
“Siamo soddisfatti dell’intesa raggiunta, che permette di risolvere l’emergenza e di garantire un medico di famiglia a tutti i cittadini pugliesi”, ha commentato Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia 

La Fimmg ha firmato giovedì con la Regione Puglia un nuovo Accordo integrativo regionale (AIR). L’AIR, che entrerà in vigore dal 2020, va incontro all’attuale carenza di medici legata alla gobba pensionistica e alla conseguente esigenza di garantire ai cittadini pugliesi la continuità assistenziale sul territorio e la copertura del medico di famiglia. I dati regionali documentano infatti come in alcune Asl fino al 70% dei posti messi a concorso nel 2018 per le convenzioni della medicina generale siano rimasti scoperti.
 
L’accordo – di cui è stata data notizia oggi in una nota della Fimmg – avvia inoltre il percorso per arrivare al ruolo unico della Continuità Assistenziale e della Medicina Generale e facilita l’ingresso dei medici all’interno delle forme associative della medicina generale, che stanno conoscendo diverse difficoltà. In base a dati elaborati da Fimmg, in Puglia oltre il 50% dei medici in associazione va in pensione nei prossimi 5 anni. Per questa ragione, al 2022 il 45% delle associazioni della medicina generale pugliese rischiano di chiudere per assenza del numero minimo di 3 medici. Un dato che nel 2024 salirà al 64% delle associazione e rischia di avere ripercussioni sull’assistenza di oltre 1,5 milioni di cittadini pugliesi, il 45,5% della popolazione attualmente assistita.
 
Per far fronte a queste problematiche, l’accordo modifica il rapporto ottimale della Medicina Generale, che passerà da 1 medico ogni 1000 abitanti a 1 medico ogni 1300. Inoltre, consente ai medici con il doppio ruolo (continuità assistenziale + medicina generale) che superano il tetto dei 650 assistiti, di mantenere l’attività in continuità assistenziale fino al nuovo tetto di 850 assistiti, purché entrino in forme associative, anche senza percepire temporaneamente le indennità aggiuntive previste. In questo modo, senza incidere sulle risorse messe a budget, si promuove il modello della medicina associativa, garantendone la sopravvivenza e quindi offrendo una copertura assistenziale ottimale ai pazienti.
 
Anche i medici del settore emergenza urgenza intendono aprire un tavolo con la Regione per raggiungere un nuovo accordo integrativo che garantisca la pianta organica attuale e mantenga ai medici del 118 lo status di medico convenzionato con la medicina generale.
 
I provvedimenti previsti dall’accordo rappresentano misure tampone volte a risolvere l’emergenza legata al picco dei pensionamenti e dovranno poi confluire a regime nel modello di assistenza delle cure primarie delineato dal Puglia Care 3.0 i cui regolamenti attuativi, a quanto ha garantito il Comitato Permanente Regionale (CPR), dovrebbero essere emanati entro i prossimi 30 giorni.
 
“Siamo soddisfatti dell’intesa raggiunta, che permette di risolvere l’emergenza e di garantire un medico di famiglia a tutti i cittadini pugliesi – ha commentato Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia – “Ora auspichiamo che si avvii in tempi brevi il Care Puglia 3.0, il modello di gestione della cronicità che la Regione ha deliberato oltre un anno fa e che, oltre a migliorare la qualità dell’assistenza a 1,7 milioni di pazienti cronici, permetterà di agire in maniera concreta sulle liste di attesa e sull’organizzazione dell’assistenza territoriale.”

02 Novembre 2019

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