Friuli V.G.: Esposto dei farmacisti contro “abuso della professione” da parte della Regione

Friuli V.G.: Esposto dei farmacisti contro “abuso della professione” da parte della Regione

Friuli V.G.: Esposto dei farmacisti contro “abuso della professione” da parte della Regione
La Regione Friuli Venezia Giulia spinge verso la distribuzione diretta dei farmaci, ma i farmacisti non ci stanno. La prima a ribellarsi è stata Federfarma, con un ricorso al Tar contro la Delibera regionale. Ora, però, anche l’Ordine provinciale dei farmacisti è intervenuto, con un esposto ai Nas e uno alla Procura per segnalare un errore di somministrazione ad un paziente e il reato di abuso di professione per chi consegna i farmaci senza essere un farmacista.

Ricorso al Tar, un esposto in Procura e un esposto ai Nas. Sono queste le conseguenze della Delibera regionale che ha dato una forte spinta alla distribuzione diretta dei farmaci. A raccontarlo è il quotidiano triestino Il Piccolo, raccogliendo le ragioni del presidente dell’Ordine di Trieste, Marcello Milani. “L'Azienda sanitaria – spiega Milani – sta distribuendo i farmaci senza i farmacisti, si profila un reato di abuso di professione. Volete distribuire i farmaci in una struttura pubblica, ospedale o distretto? Allora assumete un farmacista, tra ricetta e paziente non può intermediare un infermiere. Si va contro il Codice penale”. Dopo la rilevazione di un errore di somministrazione, è partito un esposto ai Nas e uno alla Procura. “È stato consegnato a un paziente un farmaco per l'altro – racconta il presidente dell’Ordine -. Si trattava di insulina e il cittadino, per le conseguenze, ha subìto un ricovero in ospedale. Non solo il danno alla salute, ma pure un danno economico per la sanità”. E non si tratta di un caso isolato, spiega Milani. “Io, come pubblico ufficiale avevo l'obbligo di non ignorare ciò che sapevo”.
L’Azienda per i servizi sanitari respinge però le accuse. I farmaci, spiegano, sono prescritti dai medici ospedalieri, che consegnano la ricetta ai farmacisti dell’Azienda, che chiudono le medicine in un pacchetto siglato con la propria firma, oltre che con il nome del destinatario. La consegna, poi, avviene per mano di un infermiere.
Questa formula permetterebbe al servizio sanitario regionale un risparmio del 50% sulla spesa per i farmaci. I farmacisti (Ordine e Federfarma regionale) vorrebbero la distribuzione per conto, ma dall’Azienda fanno sapere che la Regione sta tagliando gli organici degli amministrativi e quindi degli addetti anche a questo tipo di procedure.
 

28 Marzo 2011

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