Friuli VG. Telesca: “Per anziani serve rete di cura organizzata, ma anche cultura dell’amore”

Friuli VG. Telesca: “Per anziani serve rete di cura organizzata, ma anche cultura dell’amore”

Friuli VG. Telesca: “Per anziani serve rete di cura organizzata, ma anche cultura dell’amore”
Per l’assessore “non solo i familiari, ma tutti i professionisti che si prendono in carico questi pazienti devono avere ben chiaro che la priorità è farli sentire inclusi e importanti - come di fatto sono - per la nostra società".

"Udine si candida a diventare un laboratorio attivo di applicazione di alcuni contenuti di cambiamento che sono cardine della Riforma della Sanità regionale che guarda alla popolazione anziana come a quella più portatrice dei bisogni ora e nei prossimi anni". Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca a margine del convegno Lasciatemi invecchiare con amore, organizzato in Sala Ajace come prima Giornata di Studi organizzata dall'assessorato comunale alla Salute per ottimizzare la rete tra le istituzioni che si prendono cura delle persone anziane e riflettere sulla fondamentale integrazione di azioni sanitarie e sociali. "Un confronto importante tra tanti professionisti che a diverso titolo si occupano della cura delle patologie e della presa in carico assistenziale degli anziani", lo ha definito Telesca.

"Siamo e saremo tutti anziani e quindi rispondere alle esigenze e ai bisogni eterogenei delle persone anziane rappresenta, oggi più che mai, una necessità primaria nella nostra società", ha aggiunto, rimarcando come oltre a organizzare bene una rete di presa in carico sia necessaria un'altra componente. "Tutto ruota attorno al concetto di amore – spiega Telesca -, quello che serve a persone che stanno affrontando un momento della loro vita fragile non solo dal punto fisico, ma anche da quello psicologico. Contro il rischio di far sentire le persone anziane inutili, all'angolo, la cura è proprio l'amore. Non solo i familiari, quindi, ma tutti i professionisti che si prendono in carico questi pazienti devono avere ben chiaro che la priorità è farli sentire inclusi e importanti – come di fatto sono – per la nostra società".
 

22 Giugno 2015

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