FVG. Approvata riforma sanitaria. Polemica Ciriani-Serracchiani

FVG. Approvata riforma sanitaria. Polemica Ciriani-Serracchiani

FVG. Approvata riforma sanitaria. Polemica Ciriani-Serracchiani
Dimezzate le Aziende sanitarie che passano da 6 a 3, un taglio che permetterà subito risparmi per 5 mln di euro, che aumenteranno negli anni successivi. Serracchiani (Pd): "Un bluff contro i cittadini". Ciriani: "Vuote dichiarazioni di chi critica per partito preso".

Il riordino istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale è legge. Ventotto i voti favorevoli, in 21 hanno votato no, nessuno si è astenuto. "Abbiamo risposto concretamente alla necessità, riconosciuta da tutti, di innovare un sistema di eccellenza per garantirne la sostenibilità e l'efficienza sul lungo periodo". Così il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, ha commenta con soddisfazione l'approvazione della riforma, avvenuta ieri in Consiglio regionale.

"Il passaggio più rilevante di questa riforma – ha sostenuto Ciriani – è sicuramente il dimezzamento delle aziende sanitarie, che passano da 6 a 3. Un taglio che, come certifica uno studio dell'Università Bocconi, permetterà di risparmiare subito, nel primo anno di attuazione, già 4 o 5 milioni di euro, che aumenteranno a 10 nell'anno successivo per poi crescere ancor di più nel periodo seguente”. “Questi risparmi sono dovuti a due fattori principali – ha spiegato il vicepresidente della Regione – nell'immediato saranno dovuti alla riduzione delle figure dirigenziali e degli staff amministrativi, cioè alla macchina amministrativa e burocratica che verrà snellita e ridotta. Successivamente, quando la riorganizzazione sarà entrata a regime, le aziende potranno perseguire economie di scala, basandosi su bacini di utenza più grandi e quindi maggiormente corrispondenti a criteri di efficienza, che porteranno quindi a un significativo contenimento della spesa".

"La richiesta di salute dei cittadini – ha proseguito Ciriani – è profondamente mutata rispetto alla prima riforma sanitaria regionale, che risale ormai quasi a vent'anni fa. Con il provvedimento varato ieri abbiamo centrato l'obiettivo che ci eravamo posti, quello di garantire al Friuli Venezia Giulia un sistema sanitario che risponda alle loro esigenze garantendogli servizi di eccellenza che siano anche economicamente sostenibili e che non provochino, come accaduto in altre regioni, drammatici buchi di bilancio".

Parere fortemente contrario è stato espresso dal candidato per il Pd alla presidenza della Regione, Debora Serracchiani, che ha parlato della riforma come di un “un altro bluff contro i cittadini e contro l'autonomia".  Secondo Serracchiani ''questo è il tipico Tondo, chiacchiere ed annunci: perche' deve essere chiaro che far approvare, alla fine della legislatura regionale, una riforma che entrerà in vigore nel 2014 è manovra di bassa propaganda elettorale, utile solo a mettersi sul petto una medaglietta di latta. Il lato peggiore di questo pasticcio – ha concluso – è che non hanno pensato ai bisogni delle persone, ma anzi mettono a rischio il rapporto dei cittadini con i servizi sociosanitari. Infatti quando si comincia a smontare il concetto di territorialità si intaccano le basi su cui in Friuli Venezia Giulia abbiamo costruito nel tempo un efficiente sistema di cura e assistenza''.
 
Pronta la replica di Ciriani per il quale l’esponente Pd "si accoda al comportamento tenuto in Consiglio regionale dal centrosinistra, criticando per partito preso e dimostrando anche scarsa preparazione e conoscenza dell'argomento”. “Il centrosinistra, quando governava la Regione, non ha avuto il coraggio di realizzare questa riforma, che pure aveva inizialmente progettato, e in Consiglio ha sostenuto tutto e il contrario di tutto – ha proseguito – come centrodestra li lasciamo alle loro vuote dichiarazioni, noi andiamo avanti con atti concreti”. “Se all'onorevole Serracchiani dispiace che abbiamo dimezzato le aziende e risparmiato un bel po' di soldi – ha concluso Ciriani – è un problema che non ci riguarda".
 

06 Dicembre 2012

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