Genova. “Orizzonte San Martino”, presentate le linee di indirizzo dell’ospedale al 2024

Genova. “Orizzonte San Martino”, presentate le linee di indirizzo dell’ospedale al 2024

Genova. “Orizzonte San Martino”, presentate le linee di indirizzo dell’ospedale al 2024
Una piastra ambulatoriale che consentirà la realizzazione di servizi outpatient clinic, ampliamento degli spazi del Dea per concentrare i servizi di emergenza, riorganizzazione dei reparti psichiatrici. Questi alcuni dei tratti distintivi del nuovo Policlinico. Viale: “Una rivoluzione che parte dalla riforma del sistema sanitario ligure”

A cento anni, il San Martino di Genova, si rigenererà e passerà alla sua second life. Nel 2024, l’ospedale Policlinico cambierà pelle, per rispondere a esigenze dell’utenza e della medicina, entrambe in rapido mutamento. Un masterplan di linee d’indirizzo, insieme a Regione, Università e Comune che prevede interventi e investimenti che sottendono a un progetto concreto che sarà presentato tra sei-otto mesi.

“Una rivoluzione che parte dalla riforma del sistema sanitario ligure – ha spiegato Sonia Viale assessore alla sanità di regione Liguria – che porta al centro come hub regionale proprio il San Martino. Il profondo cambiamento che sta coinvolgendo questa struttura è denotato dal cambio del nome, avvenuto pochi mesi or sono. Da Ist/San Martino a ospedale Policlinico San Martino, con la denominazione specifica di Irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico); questo cambio significa molte cose, tra cui soprattutto il carattere scientifico della struttura che si affianca alla storica missione in ambito oncologico. L’università avrà un ruolo centrale con la valorizzazione della ricerca all’interno della struttura”.

“Abbiamo intenzione di portare avanti un modello di sanità – ha detto Giovanni Toti, presidente di regione Liguria – che pur aprendo ai privati e ai convenzionati, valorizza tutti gli asset della sanità pubblica. Il San Martino è un polo d’eccellenza a livello italiano e queste linee di indirizzo si inseriscono all’interno di un quadro di concorrenza tra pubblico e privato, unite a un piano di riduzione del disavanzo. In autunno sarà operativo il numero unico delle prenotazioni che ci consentirà di abbattere la soglia dei tempi delle liste d’attesa, siamo sulla strada giusta”.

Diversi i punti delle linee di orientamento del masterplan. Uno dei più importanti, un piano di servizi per pazienti ambulatoriali che saranno accolti e seguiti in un’area esterna alla cinta ospedaliera, una piastra che consentirà la realizzazione di servizi outpatient clinic. “L’idea è quella di rinnovare l’ospedale ma anche la città che gli vive intorno – ha sottolineato su questo punto Giovanni Ucci, direttore generale dell’ospedale – e l’idea di una piastra ambulatoriale esterna migliorerà anche la viabilità, i parcheggi e i trasporti. I pazienti saranno agevolati nell’orientarsi geograficamente all’interno della struttura”.
L’Ospedale Policlinico San Martino fu concepito ai primi del ‘900 come Ospedale generale e sede della Scuola Medica. E proprio verso i giovani, futuri, aspiranti medici, si vuol far “tornare”, per i suoi cento anni, l’ospedale.  Il masterplan vede la collaborazione attiva dell’università di Genova che prevede di arrivare ai cento anni dell’ospedale, con un sistema universitario più friendly per i giovani.

“E’ un grande progetto che ci vede coinvolti – ha dichiarato Paolo Comanducci, rettore dell’università di Genova – anche perché sui padiglioni che si trovano a ovest del campus, noi stiamo già lavorando. Ad ora l’organizzazione dei nostri locali è abbastanza complessa, perché comprende attività didattica, di ricerca, di aggiornamento bibliografico. Stiamo cercando di razionalizzare al massimo gli spazi che abbiamo, cercando per esempio di separare l’attività di laboratorio da quella delle lezioni frontali”.

L’attività di assistenza, dunque, dovrebbe essere il terzo anello che manca, quello che rende la facoltà di medicina ancora troppo lontana dai canoni moderni di campus universitario. Su questo le linee del masterplan farebbero ben sperare, con l’inserimento, nel progetto concreto dei prossimi mesi, di un’area più ampia destinata alla scuola medica. “Lo speriamo – aggiunge Comanducci – per la ricerca universitaria che ha già perso due generazioni e che ora vuole trattenere i migliori cervelli in Italia e a Genova”.

Un altro punto cardine delle linee di indirizzo è rappresentato dall’ampliamento e dalla riorganizzazione degli spazi del Dea (Dipartimento Emergenza Urgenza e Accettazione) dell’ospedale. Gli spazi del pronto soccorso saranno ampliati e rimodernati entro il 2024 con un costo stimato di circa 30 milioni di euro, con servizi e funzioni nuove. L’idea è quella collegare le emergenze ai percorsi della rete territoriale, in maniera veloce ed efficiente, raggiungendo gli standard del Dea di secondo livello. L’area del monoblocco, quella della degenza (12 piani per 40mila mq progettati all’inizio degli anni ’60 e mai sottoposti a una revisione) sarà ristrutturata e riorganizzata, anche per i servizi.

Un altro intervento, di minor impatto economico – tra i cinque e i sei milioni di euro, in parte finanziati – sarà la riorganizzazione dei servizi psichiatrici che porteranno a riunire in un solo padiglione la Clinica psichiatrica con i servizi psichiatrici di diagnosi e cura del San Martino. Cinque anni i tempi di realizzazione.

Un ambizioso e futuribile piano di sviluppo in un’area che, nel frattempo, è diventata fortemente urbanizzata: oggi la collina dell’ospedale è una delle zone della città di Genova che “soffre” di più il traffico. Le difficoltà segnalate da pazienti e dallo stesso personale dell’ospedale riguardano criticità sia nell’accesso per l’emergenza che in uscita per l’assistenza alle cronicità.
 
Sara Tagliente

Sara Tagliente

10 Luglio 2018

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