Gibertoni (M5S): “Venturi si metta il camice e passi una giornata al Pronto Soccorso”

Gibertoni (M5S): “Venturi si metta il camice e passi una giornata al Pronto Soccorso”

Gibertoni (M5S): “Venturi si metta il camice e passi una giornata al Pronto Soccorso”
Giulia Gibertoni replica così alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità che sulla stampa è tornato a ribadire l’utilità delle Case della Salute per contrastare le lunghe attese nei Pronto Soccorso e la presunta scarsa collaborazione dei medici di base.

“L’assessore Venturi indossi il camice bianco e passi una giornata in un qualsiasi Pronto Soccorso della regione. Vada a quello del S. Orsola, vada a Loiano, a Bobbio, magari a Mirandola. Prima di parlare di massimi sistemi si renda conto personalmente dei problemi reali, delle attese infinite, di pazienti che aspettano di essere visitati anche per 7 ore adagiati su una barella, dei posti letto che non ci sono”. Giulia Gibertoni risponde così alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi in merito alle polemiche che in questi giorni stanno riguardando gli accessi ai Pronto Soccorso e gli eccessivi tempi di attesa.
 
“Venturi invece di affrontare il problema si nasconde dietro il paravento delle Case della Salute – spiega Giulia Gibertoni – Strutture con le quali non si sono aggiunti servizi ma solo muri; a nostro avviso infatti non è cambiata l'organizzazione dei lavori che riguarda la gestione delle emergenze e in ogni caso servono evidenze statisticamente significative su quello che sostiene, cioè sul calo degli accessi al Pronto Soccorso generate proprio da quelle Case della Salute che funzionano meglio. Ci dia le registrazioni comparate di queste presenze. Vogliamo risolvere i problemi o perseguire obiettivi fittizi con operazioni di facciata?".

"Il problema attuale dei Pronto Soccorso non è dato da una presunta scarsa collaborazione dei medici di base, ma dalla riorganizzazione ospedaliera che ha ridotto i posti letto per le degenze. Ciò causa o l'impossibilità dei pronto soccorso di inviare persone alla degenza nei reparti o il blocco dei ricoveri programmati – prosegue -. Non ripeteremo mai a sufficienza che abbiamo pochi posti letto negli ospedali: qualsiasi organizzazione deve basarsi su una potenzialità persino maggiore della richiesta ordinaria per fronteggiare situazioni di emergenza. Invece l'attuale situazione introdotta con la riorganizzazione strisciante e silenziosa ha portato le strutture ospedaliere alla perdita dei posti letto cuscinetto che venivano utilizzati in caso di necessità, e oggi si ha un numero di posti letto inferiore molto alle richieste ordinarie".
 
"Certo c'è la possibilità di cure domiciliari, ma non ci risulta che vi sia un potenziamento di questo servizio; c'è la possibilità di radiografie a domicilio, ma non ci risulta che i 118 siano messi nelle condizioni di poter offrire questo servizio a domicilio; e ci fermiamo qui, ma si potrebbe continuare a lungo. Fino a quando si guardano solo i bilanci e non i reali bisogni dei cittadini, fino a quando le AUSL saranno considerate Aziende avremo sempre problemi a soddisfare i nostri bisogni di salute, in special modo se il disagio del pubblico è strumentale ad implementare servizi nel privato. Auspichiamo non ci sia una chiara volontà politica in tal senso. Intanto chi oggi per necessità si reca in un Pronto Soccorso ha sotto gli occhi le stesse scene: attese infinite e persone adagiate in barella anche per 7/10 ore”.
 
Per questo Gibertoni invita l’assessore Venturi a dare inizio a un giro di visite nei Pronto Soccorso regionali, proprio per toccare con mano i disagi che ogni giorno i pazienti devono subire: “Venturi si metta il camice e passi una giornata in un Pronto Soccorso: al S. Orsola o a Loiano o a Bobbio o magari a Mirandola – conclude – Si renda conto dei problemi reali prima di parlare di massimi sistemi”. 

26 Gennaio 2017

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