Gli Ordini Tsrm-Pstrp presentano le loro proposte alla Regione e chiedono i essere ascoltate

Gli Ordini Tsrm-Pstrp presentano le loro proposte alla Regione e chiedono i essere ascoltate

Gli Ordini Tsrm-Pstrp presentano le loro proposte alla Regione e chiedono i essere ascoltate
Già negli scorse settimane gli Ordini di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine avevano presentano la necessità di essere inclusi nel confronto politico sul futuro del Ssr. Ora mette nero su bianco una scaletta di priorità. “Scegliere le linee politiche senza avere prima raccolto il contributo degli interessati è svantaggioso per lo stesso interesse pubblico, oltre che per i diritti dei destinatari. Un Ordine non può limitarsi ad un intervento a valle del processo decisionale, ma deve anticipare e partecipare in maniera preventiva o contestuale”.

Si è tenuta il 10 ottobre scorso l’assemblea degli iscritti dell’Ordine TSRM-PSTRP per le Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. In questa occasione il Consiglio Direttivo ha presentato il  programma di lavoro per l’anno 2021, su cui chiede alla Regione di essere ascoltata.

“Siamo una squadra completamente nuova – afferma la presidente dell’Ordine Tsrm-Psrt del Friuli Venezia Giulia, Susanna Agostini – operativa da neanche 10 mesi, per altro caratterizzata da un importante carico di lavoro, legato a molte necessità: dare stabilità ad un Ordine nato poco più di un anno prima, costruire le relazioni esterne e soprattutto quelle interne, garantendo contemporaneamente le risposte attese da tutte le professioni che erano entrate in una casa comune. Ecco il nostro programma per l’anno 2021”.

Nel dettaglio, il documento degli Ordini recita:

“Per le istituzioni regionali
Vorremo promuovere l’accreditamento dell’Ordine e delle sue articolazioni di rappresentanza  professionale presso le istituzioni regionali, rafforzando i livelli di rappresentatività locale nell’ambito delle politiche sanitarie e della formazione.

Garantiremo un monitoraggio sull’applicazione delle norme riferite ai modelli organizzativi professionali in sanità e alla dirigenza/responsabilità di Area (legge 251/2000; L. 43/06 e DPCM 25 gennaio 2008) e al Coordinamento (L.43/06 e Accordo Stato Regioni 1° agosto 2007)

Vogliamo partecipare, laddove possibile, a tavoli tecnici e/o di programmazione riferiti all’organizzazione della sanità e a specifiche linee di lavoro (percorsi di cura, PDTA, nuovi modelli assistenziali, reti cliniche ….)

Tutela dei cittadini – Promozione e valorizzazione dei professionisti
Vogliamo contrastare ogni atto lesivo dell'autonomia e della dignità professionali, vigilare per la tutela del ruolo e delle competenze, per contrastare l’abusivismo, per la tutela della salute dei Cittadini, in collaborazione con gli organi giudiziari preposti (NAS, Procura).
Promuoveremo la visibilità dei professionisti e sensibilizzeremo l’opinione pubblica attraverso i canali della stampa. Sensibilizzeremo i professionisti sull’importanza di un impegno personale  all’iscrizione agli albi dei periti e dei consulenti tecnici (Accordo tra Consiglio Superiore della Magistratura, Consiglio Nazionale Forense e FN Ordini TSRM-PSTRP)

Formazione Universitaria, post base e formazione continua
Si dovrà vigilare sullo svolgimento degli esami finali dei corsi di Corsi di laurea triennale, sia sotto il profilo qualitativo che normativo e procedurale. Ci impegneremo ad attivare l’attivazione di formazione post-base/master, in collaborazione con l’Università. Si dovrà esprimere il fabbisogno formativo”.

“Abbiamo ancora 3 anni di mandato – continua Susanna Agostini –   e molto c’è da fare. Innanzi tutto dobbiamo partecipare di più alla decisione pubblica. Scegliere le linee politiche senza avere prima raccolto il contributo degli interessati è svantaggioso per lo stesso interesse pubblico, oltre che per i diritti dei destinatari. Un ordine non può limitarsi ad un intervento a valle del processo decisionale, ma deve anticipare e partecipare in maniera preventiva o contestuale. Diventerà per noi  fondamentale instaurare rapporti concreti con il Consiglio, la Giunta regionale e con l’assessore alla salute Riccardo Riccardi nel momento in cui questi debbano assumere decisioni di rilievo su tutte le questioni che riguardano la salute pubblica. Dato che i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, i percorsi di cura, le reti cliniche costituiscono i percorsi ai quali i cittadini accedono per avere le risposte ai bisogni di salute, gli stessi devono essere costruiti con il contributo di coloro che svolgono direttamente queste attività”.

È un approccio chiaramente collaborativo che l’Ordine Tsrm-Psrt vuole mettere nelle mani della componente politica, elementi utili per la formazione di opinioni veritiere a cui conseguiranno programmi e provvedimenti adeguati a salvaguardia degli interessi della collettività. In questo senso l’impegno si allarga con l’attenzione anche sul fronte della formazione di base e a quella post base che consente di far accedere alla professione laureati con la preparazione conformata e orientata ai bisogni della salute locale.

“Il nostro intento – conclude Agostini – non è quello di “promuovere o preservare le professioni”, ma di tutelare l’interesse generale dei cittadini, interesse che i professionisti “ordinati” hanno la responsabilità di proteggere”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

26 Ottobre 2020

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