Hantavirus. Conclusa la quarantena dei due cittadini britannici a Milano. Test negativi e nessun sintomo

Hantavirus. Conclusa la quarantena dei due cittadini britannici a Milano. Test negativi e nessun sintomo

Hantavirus. Conclusa la quarantena dei due cittadini britannici a Milano. Test negativi e nessun sintomo

Conclusa la quarantena dei due cittadini britannici a Milano: i test hanno confermato la negatività al virus. Bertolaso: "Il nostro sistema sanitario ha dimostrato reattività e un modello organizzativo d'eccellenza".

Si è concluso domenica 7 giugno a Milano il periodo di quarantena dei due cittadini del Regno Unito identificati come contatti di casi confermati di Hantavirus. Gli accertamenti sanitari previsti dai protocolli internazionali hanno confermato la completa negatività al virus e l’assenza di sintomi per entrambi i soggetti.

La gestione della quarantena è stata il frutto di una tempestiva e coordinata collaborazione istituzionale che ha coinvolto il Ministero della Salute, la Regione Lombardia, l’Ats Città Metropolitana di Milano, l’Asst Fatebenefratelli Sacco, il Centro Regionale per le Malattie Infettive (CeReMi) e il Centro Ospedaliero Militare di Baggio. Una sinergia consolidata, maturata durante l’emergenza Covid-19 e ulteriormente perfezionata nel tempo, che integra il Sistema Sanitario Nazionale, quello Regionale e la Sanità Militare.

Le strutture sanitarie coinvolte, coordinate da Regione Lombardia attraverso il CeReMi (Dipartimento Funzionale Interaziendale tra le strutture Asst Fatebenefratelli Sacco e Irccs San Matteo di Pavia direttamente connesso e coordinato dalla Direzione Generale Welfare), hanno attivato prontamente le proprie competenze per garantire la massima sicurezza della cittadinanza e la tutela dei due turisti. L’Ats Città Metropolitana di Milano ha condotto con precisione le indagini epidemiologiche, ricostruendo nei dettagli gli spostamenti dei due cittadini dal momento della possibile esposizione al virus fino all’ingresso in quarantena. L’ospedale Luigi Sacco, hub di riferimento nazionale e internazionale per le malattie infettive ad alto rischio, ha garantito la presa in carico clinica immediata: i suoi professionisti hanno eseguito in tempi rapidi i test virologici e monitorato costantemente i parametri dei due contatti, applicando i più elevati standard di biosicurezza.

La Sanità Militare, da sempre al servizio del Paese e delle istituzioni, ha quindi contribuito gestendo il periodo di quarantena presso la struttura di Milano (COM), fino alla fine del periodo osservazionale. Il Centro Ospedaliero Militare di Baggio ha infatti messo a disposizione la propria capacità logistica, accogliendo il primo paziente per la seconda fase della quarantena e assicurando una degenza protetta e autonoma, con attenzione anche al benessere psicologico.

Il primo contatto, un uomo di 60 anni – Il 12 maggio Regione Lombardia ha ricevuto dalle autorità del Regno Unito la segnalazione di una possibile esposizione al virus per un cittadino britannico di circa 60 anni, a bordo del volo Sant’Elena–Johannesburg del 25 aprile. Nel giro di poche ore, il coordinamento tra Ministero, Regione, Questura di Milano, Ats e ospedale Sacco ha permesso il trasferimento al Sacco. I test virologici hanno dato esito negativo ma, compre previsto dalle procedure, è stata disposta la quarantena precauzionale fino al 6 giugno, termine massimo del periodo di incubazione per Hantavirus. Dal 18 maggio l’uomo è stato trasferito al Centro Ospedaliero Militare di Baggio, dove i parametri vitali (temperatura corporea, saturazione di ossigeno e pressione arteriosa) sono stati monitorati due volte al giorno, in costante collegamento con gli specialisti del Sacco.

“La mia quarantena all’ospedale Sacco e successivamente al Centro Ospedaliero Militare è stata resa più serena da tutto il personale coinvolto nella mia permanenza. Il personale si è dimostrato professionale, cordiale e disponibile, e tutti si sono adoperati per rendere il mio soggiorno il più confortevole possibile. Sono grato per l’aiuto e il sostegno ricevuti, che hanno reso questo difficile periodo molto meno stressante”, ha dichiarato il cittadino del Regno Unito.

Il secondo contatto, una donna di 20 anni – Il 19 maggio una seconda segnalazione proveniente dal Regno Unito ha riguardato una turista di circa 20 anni, esposta al virus sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile. Anche per lei in poche ore sono stati immediatamente attivati i protocolli previsti: i test virologici sono risultati subito negativi e la giovane ha trascorso l’intero periodo di osservazione sanitaria all’ospedale Sacco, fino al 7 giugno.

A conclusione delle operazioni, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha espresso soddisfazione per l’efficacia della risposta del sistema sanitario. “L’esito positivo di questa vicenda, conclusasi con la negatività al virus e il ritorno alla normalità dei due cittadini britannici – ha detto – dimostra la reattività del nostro sistema sanitario. Voglio ringraziare sinceramente tutti gli attori coinvolti: i professionisti di Regione Lombardia, del Sacco e dell’Ats, il Ministero della Salute, la Questura e, non ultima, la Sanità Militare di Baggio. La Lombardia ha dimostrato ancora una volta di possedere un modello organizzativo di eccellenza sul fronte del biocontenimento e delle malattie infettive ad alto rischio. Reagire in poche ore a una segnalazione internazionale, rintracciare i contatti, isolarli in sicurezza e monitorarli senza mai cedere all’allarmismo è la prova che la nostra rete di sorveglianza epidemiologica è solida, efficiente e pronta a tutelare la salute pubblica e quella dei visitatori con professionalità e umanità”.

09 Giugno 2026

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