Il punto nascita di San Vito al Tagliamento resta chiuso

Il punto nascita di San Vito al Tagliamento resta chiuso

Il punto nascita di San Vito al Tagliamento resta chiuso
Una petizione popolare che ha raccolto 15mila firme chiede il ripristino dei servizi, sospesi dallo scorso novembre per carenza di personale. Ma l’assessore spiega che attualmente non è possibile superare le criticità e lasciare il punto nascita chiuso è una scelta guidata dalla volontà di tutelare donne e bambini.

“Nel momento in cui i professionisti del servizio sanitario regionale, dall’alto della loro competenza e della loro esperienza, indicano, per ragioni che attengono alla sicurezza delle mamme e dei neonati, un’unica soluzione possibile in ordine al punto nascita di San Vito al Tagliamento, per l’Amministrazione regionale non c’è altra opzione se non quella di mettere in atto quanto proposto da chi ha la titolarità scientifica e tecnica per farlo”. Questo il concetto espresso in una nota della Regione Friuli Venezia Giulia in cui si riprende l’intervento che l’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, ha svolto ieri in III Commissione III del Consiglio regionale in merito alla richiesta di riapertura del punta nascita di San Vito al Tagliamento, chiuso da novembre 2023 per carenza di personale e, per ora, destinato a rimanere chiuso.

L’esponente della Giunta regionale ha ribadito che “se c’è da decidere in base a quello che dice la piazza o in base a quello che sostengono i professionisti, per la Regione non ci sono dubbi a chi dare fiducia, rispettando comunque il disagio e le forme civili e legittime di protesta a cui rispondere con il dialogo e il confronto”

L’assessore ha poi ricordato come due anni fa venne bandito un concorso per implementare il personale medico della struttura di San Vito e che in base a quella scelta c’era una motivata fiducia per la continuità del punto nascita. “Quello che accadde in seguito è che i vincitori del concorso manifestarono la volontà di non essere destinati a quel reparto. Da qui la sospensione di un servizio il cui numero di professionisti interni non poteva soddisfare gli standard di sicurezza previsti, come evidenziato dagli stessi responsabili della struttura”, spiega la Regione, che non fa riferimento alla possibilità di risolvere, almeno per il momento, le criticità in essere.

Per quel che riguarda il rapporto tra sanità privata e sanità pubblica, “l’assessore riferisce la nota – è stato perentorio nel ribadire la propria posizione a favore del servizio pubblico e nel dire che devono essere lo Stato e le Regioni a condizionare il privato e non viceversa; e questa è una responsabilità politica, che può intervenire attraverso la rimodulazione organizzativa del sistema. È la sfida prossima, ascoltando le legittime posizioni di tutti, ma ammettendo solo le soluzioni sostenibili certificate dal sistema professionale”.

09 Maggio 2024

© Riproduzione riservata

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Liguria. Al via la campagna regionale di prevenzione contro il “Drink Spiking” (l’aggiunta di alcol o sostanze di nascosto)
Liguria. Al via la campagna regionale di prevenzione contro il “Drink Spiking” (l’aggiunta di alcol o sostanze di nascosto)

Informare, prevenire e aumentare la consapevolezza su un fenomeno ancora poco conosciuto ma potenzialmente molto pericoloso. Sono questi gli obiettivi della campagna di sensibilizzazione contro il drink spiking, il fenomeno...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania
Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania

Oltre 115 milioni di euro di finanziamenti statali destinati all’edilizia sanitaria tornano disponibili perché legati a interventi non portati avanti nei tempi previsti o non aggiudicati. È quanto stabilisce il...