Impatto della pandemia sulla salute mentale. Al Villa Sofia Cervello la task force psicologica

Impatto della pandemia sulla salute mentale. Al Villa Sofia Cervello la task force psicologica

Impatto della pandemia sulla salute mentale. Al Villa Sofia Cervello la task force psicologica
Un team di esperti psicologi dal background eterogeneo per rispondere a bisogni complessi a sostegno della Salute di pazienti, familiari e operatori sanitari, ispirato alla psicologia dell’organizzazione, in linea con i più innovativi modelli organizzativi di risk management, intervenendo sul forte impatto psico-sociale della pandemia da Covid-19. L’Azienda ci spiega come la psicologia organizzativa sia un valore aggiunto.

Rappresenta una sorta di “caleidoscopio” della psicologia il nuovo team istituzionalizzato dall’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia- Cervello” di Palermo, volto oltre che al supporto del benessere psico-fisico di operatori sanitari, pazienti e familiari, anche al miglioramento delle dinamiche organizzative in situazioni ad alta criticità come quelle che hanno contrassegnato il lungo periodo pandemico.

L’azienda palermitana, con la delibera 1373 del 4 ottobre 2021, visto l’impatto psico-sociale della pandemia da Covid-19 sulla popolazione generale, aveva reclutato diversi specialisti del settore (oltre ad aver già storicamente riservato una significativa attenzione al supporto psicologico, quale servizio associato alle prestazioni erogate), ma oggi riunisce in un unico Team professionisti con competenze differenti per rispondere a bisogni sempre più complessi, in linea con i più recenti indirizzi legislativi, che pongono particolare attenzione al sovraccarico operativo ed emotivo dei sanitari connesso al perdurare nel tempo di fattori di rischio stress-correlato ad elevata intensità, generati dalla cura del paziente contagiato e legati a forti, repentini e sostanziali cambiamenti organizzativi, relazionali, altresì connessi ad una rivisitazione delle best practice per una gestione ottimale del rischio clinico e la prevenzione di eventi avversi. Codice rosa; valutazione del rischio suicidario, psicologia prenatale; problem solving, decision marking e fatica da crisi.

Infatti, sono al centro dell’agenda operativa della task force, in risposta ad una domanda di salute psicologica sempre più massiva, come dimostrato dai dati empirici post pandemici.

“Emerge – commenta Walter Messina direttore generale dell’AOOR Villa Sofia- Cervello – il valore dell’integrazione tra clinica ospedaliera e organizzazione e tra benessere dell'utente e del singolo operatore, quali fattori volti anche al benessere organizzativo. La centralità del paziente, già insita nel concetto di umanizzazione delle cure, può trovare certamente un valore aggiunto in questo percorso progettuale. La psicologia organizzativa oggi si pone come elemento strategico dei processi più innovativi di aziendalizzazione sanitaria, per tradurre in opportunità le evidence maturate in un contesto di crisis, in risposta alle variabili imposte dalla pandemia e necessariamente al centro di una visione più ottimizzata del management rispetto alle istanze di qualità del rischio clinico, volte a prevenire, prima che a gestire, eventi avversi intra aziendali”.

Spiccano concetti come Valutazione, Prevenzione, Salute e Sicurezza. Motivazione e Soddisfazione, Dinamiche di gruppo e processi comunicativi. Ergonomia (interazione lavoro umano, macchina e ambiente), analisi delle organizzazioni, delle relazioni, del clima e della cultura organizzativi, al centro da sempre della psicologia organizzativa.

“La presenza di questi professionisti nella nostra realtà ospedaliera – afferma Ilaria Dilena responsabile del team, nonché dei presidi aziendali – rappresentata l’opportunità per migliorare l'assistenza ospedaliera e offrire un valido supporto a fronte di istanze fortemente variegate, che insieme alla malattia, svelano anche la dimensione umana e sociale dei pazienti e, sovente, fanno transitare alla nostra pertinenza anche situazioni di forte disagio socio-culturale e costituiscono, altresì, un importante alleato della relazione medico-paziente e della comunicazione dei sanitari verso i familiari. Un profilo quest’ultimo, che oggi esige nuovi algoritmi, volti a superare anche le limitazioni dettate dall’isolamento e dalla limitazione del contatto fisico, che impongono la ricerca di linguaggi inediti.

“I sanitari – continua Dilena – hanno dovuto rimodellare, pertanto, l’approccio con la malattia, la sofferenza e la morte e hanno dovuto metabolizzare variabili a forte densità emotiva rispetto ai processi di cura ante Covid, con conseguente implementazione di carico stress-correlato”.

Già INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) e Cnop (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) hanno sollecitato l’attivazione nelle aziende sanitarie di task force dedicate alla gestione dello stress e prevenzione del burnout negli operatori sanitari nell’emergenza Sars-CoV-2, auspicando la costruzione di una rete omogeneamente applicata per individuare strumenti e metodologie utili a preservare la sicurezza sul lavoro, anche tenuto conto dell’ormai storico assunto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui la Salute per definizione è: “lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d’infermità", rimarcato nel più moderno Dlgs. 81/08 relativo alla sicurezza sul lavoro.
Il Gruppo di lavoro è costituito da Alessia Alongi; Marilisa Cammarata, Valentina Ficili, Giulio Gambino, Antonella Lumetta, Federica Licata, Angela Moscato, Elisa Modica, Gessica Marceca, Marcella Marramaldo, Susanna Marotta, Patrizia Nacci, Alessandra Pizzuto, Silvia Puccinelli, Angelo Scuzzarella, Laura Termini, Valentina Vegna, Ivana Zingales, Miriana Cirella e Sonia Balatti.

In questo quadro, la psicologia in team “consente di garantire una rinnovata attenzione ai rischi psico-sociali come aspetti di organizzazione e gestione del lavoro, con l’obiettivo di comprendere, analizzare e modificare le interazioni tra la persona e l’organizzazione, ovvero il suo ambiente di vita, i suoi modi di costruire una condotta lavorativa efficace, efficiente e soddisfacente in rapporto alle altre persone e ai mezzi di lavoro, al suo sviluppo personale e professionale e a tutti i fattori ambientali, sociali, tecnici e culturali che possono incrementare le possibilità di padroneggiare scelte personali e gestionali in fase di emergenza, o di criticità”, spiegano dall’Azienda.

29 Novembre 2021

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