In Umbria un operatore sanitario su quattro fuma. E la Asl attiva corsi dedicati per smettere

In Umbria un operatore sanitario su quattro fuma. E la Asl attiva corsi dedicati per smettere

In Umbria un operatore sanitario su quattro fuma. E la Asl attiva corsi dedicati per smettere
Il dato l'ha fornito l'azienda ospedaliera di Perugia. “E’ di fondamentale importanza che chi è preposto alla salute dei cittadini si ponga come esempio positivo ed aiutare i ricoverati a smettere di fumare”, spiega Marco dell’Omo, responsabile del Centro anti-fumo, evidenziando come e-cig e dispositivi senza combustione non siano la risposta giusta a questo scopo. Dal 31 maggio al via i corsi promossi dall’azienda.

Prende il via nell’Azienda Ospedaliera di Perugia il progetto “Verso l’ospedale senza fumo”, che vuole fornire al personale medico gli strumenti utili per indicare ai pazienti fumatori un percorso per smettere di fumare e così migliorare la propria qualità di vita con notevole riduzione dei costi sociali ed economici.
 
“Per dare ancora più forza alla campagna contro il fumo, vogliamo che i primi a credere nel progetto siano gli operatori sanitari che lavorano in ospedale”, sostiene il prof. Marco dell’Omo, responsabile del Centro anti-fumo della struttura complessa di Medicina del Lavoro del S. Maria della Misericordia. Tra gli obbiettivi dei corsi di formazione, come riferisce una nota dell’ospedale, quello di abbassare la percentuale di fumatori tra i camici bianchi. Secondo i dati forniti dalla stessa struttura ospedaliera diretta dal Prof. Giacomo Muzi: la percentuale di medici, infermieri ed operatori sanitari fumatori abituali, in Umbria, si attesta intorno al 25/%.

“E’ di fondamentale importanza che chi è preposto alla salute dei cittadini acquisisca uno stile di vita salutare e libero dal fumo, per porsi come esempio positivo ed aiutare i ricoverati a smettere di fumare”, sottolinea ancora il prof. dell’Omo.

Per raggiungere questo obiettivo, inserito anche nel piano sanitario regionale della prevenzione, a partire da venerdì 31 maggio, in occasione della giornata mondiale senza tabacco, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Salute, hanno inizio corsi di formazione rivolti agli operatori sanitari e agli studenti dei corsi di laurea. “Durante gli incontri – sottolinea il prof. dell’Omo – verrà illustrato il regolamento aziendale, che da anni prevede controlli e sanzioni nei confronti del personale preposto all’assistenza e degli utenti che non rispettano il divieto di fumo sia in corsia che in luoghi esterni all’ospedale”.

I docenti designati per lo svolgimento dei corsi ribadiranno come il fumo di tabacco, attivo e passivo, viene riconosciuto come prima causa di morte e invalidità nei paesi industrializzati. Gli organizzatori fanno sapere che al termine di ogni lezione sarà dato spazio anche alle domande dei partecipanti per esaudire qualsiasi richiesta utile per la migliore conoscenza di un tema tanto importante. “Sarà anche l'occasione per ribadire che non è affatto dimostrato che la sigaretta elettronica e i dispositivi a tabacco riscaldato favoriscano la cessazione del fumo o che siano prive di effetti dannosi – sgombra il campo da dubbi il prof dell'Omo-. La soluzione ottimale per smettere di fumare è quella di affidarsi ai medici che conoscono bene il fenomeno e sanno come gestirlo, con ricorso a terapie, farmacologiche e non, ma tutte di provata efficacia”.

Il Centro anti fumo dell’Azienda ospedaliera di Perugia, attivo da oltre vent’anni, ha già aiutato migliaia di cittadini a smettere di fumare e con il progetto “Verso l’ospedale senza fumo”, si propone un significativo risultato da cui trarranno vantaggio operatori sanitari e cittadini.

28 Maggio 2019

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