Infezioni catetere correlate. È ripartita da Vicenza la campagna “3 a 0” per combatterle

Infezioni catetere correlate. È ripartita da Vicenza la campagna “3 a 0” per combatterle

Infezioni catetere correlate. È ripartita da Vicenza la campagna “3 a 0” per combatterle
Obiettivo della campagna promossa da 3M Italia attuare le buone pratiche per azzerare le infezioni nell’attività quotidiana e diffonderle all’interno della comunità medico-scientifica e di tutti gli stakeholder di riferimento tra cui agenzie governative, associazioni di pazienti e di categoria, reti di patologia ed enti ospedalieri

Dopo il lancio dello scorso anno riparte da Vicenza la Campagna “3 a 0” promossa da 3M, azienda leader nell’innovazione e nella tecnologia, che prosegue il suo impegno per la firma della carta “Targeting Zero” CR-BSI per combattere le infezioni del sangue catetere-correlate. In occasione dell’apertura della Campagna a Vicenza, la lista degli ospedali che avevano sottoscritto la carta nel 2016 si è arricchita di circa 15 ospedali delle regioni Veneto e Trentino Alto Adige.
 
La Campagna rappresenta una vera e propria dichiarazione di intenti in cui l’azienda si impegna formalmente – in stretta collaborazione con gli esperti di accessi vascolari delle strutture sanitarie della regione – ad attuare le buone pratiche per azzerare le infezioni nell’attività quotidiana e diffonderle all’interno della comunità medico-scientifica e di tutti gli stakeholder di riferimento tra cui agenzie governative, associazioni di pazienti e di categoria, reti di patologia ed enti ospedalieri.
 
Rispetto all’edizione 2016, quest’anno, ai cosiddetti “Vascular Team”, si sono aggiunte figure aziendali del Rischio Clinico e della Prevenzione delle infezioni ospedaliere. In occasione della tappa di Vicenza, si sono alternate, al tavolo dei relatori, letture magistrali ed esperienze di alcuni partecipanti che hanno partecipato già alla Campagna dallo scorso anno. Roberto Biffi dell’Istituto Europeo di Oncologia, che ha moderato i lavori, ha sottolineato come lo scambio delle esperienze rimanga fondamentale per promuovere la prevenzione.
 
Le prossime due tappe si svolgeranno una a Roma (che vedrà la partecipazione di strutture ospedaliere del Centro-Sud Italia), e una in Toscana.
 
I numeri delle infezioni catetere correlate. Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) sono un problema molto rilevante: gli esperti stimano che ogni anno si verifichino più di 2.600.000 nuovi casi solo nell’Unione Europea, numero superiore ai casi di influenza, HIV e tubercolosi aggregati.
Le infezioni del sangue primarie rappresentano circa il 6% delle ICA, ma sono associate al più elevato tasso di mortalità (15%).
In Italia, le infezioni del sangue catetere-correlate (CR-BSI) rappresentano tra l’8 e il 12% delle infezioni correlate all’assistenza(3). Si stimano circa 8.500 casi all’anno solo nelle terapie intensive, che gravano sul SSN per circa 82 milioni di euro(4). Si stima che tali infezioni comportino un prolungamento medio della degenza in terapia intensiva pari a 9 giorni(5).
 
“Targeting Zero” e il modello delle 4 “E”
Le linee guida internazionali emanate dalle principali società scientifiche sono concordi nell’affermare che le CR-BSI possono essere azzerate (“Targeting Zero”) mediante l’adozione di comportamenti virtuosi, primo tra tutti la costituzione di un team di personale dedicato e l’utilizzo di tecnologie innovative combinate in specifici pacchetti assistenziali.
 
Il gruppo Quality e Safety Research dell’Università Johns Hopkins ha messo a punto il così detto modello delle 4 “E” per l’implementazione di buone pratiche e comportamenti che possono fare la differenza nel combattere e distruggere le infezioni: 
•          Engage – sensibilizzare il personale sui gravi rischi che i pazienti corrono in seguito alla contrazione di infezioni da catetere venoso e sull’importanza di prevenirle, condividendone i dati;
•          Educate – formare il personale all’adozione delle linee guida evidence based e delle raccomandazioni  indicate dalle società scientifiche;
•          Execute – implementare le procedure già apprese e condivise, verificate da un Team degli accessi Vascolari;
•          Evaluate – implementare un sistema per la tracciatura e la valutazione delle CR-BSI.
 
“In 3M crediamo che un mondo senza infezioni possa essere possibile e siamo convinti che questo sia anche una nostra responsabilità – Patrizio Galletta, 3M Italia Country Business Leader Health Care. Per questo rinnoviamo il nostro impegno attraverso la firma congiunta della carta “Targeting Zero” per implementare il modello delle quattro “E” e attuare così le buone pratiche per azzerare le infezioni nell’attività quotidiana. In quanto membri della Comunità Scientifica e rappresentanti dell’Industria, crediamo che i pazienti abbiano diritto alla migliore prevenzione possibile delle infezioni catetere-correlate e all’equità di trattamento in qualsiasi struttura sanitaria decidano di recarsi.  Per questo motivo in 3M – continua Patrizio Galletta – mettiamo a disposizione dei team interni dedicati per studiare soluzioni migliorative, per promuovere la formazione, per sensibilizzare le direzioni sanitarie e l’opinione pubblica sull’importanza della conoscenza delle patologie e degli impatti sulla salute degli individui e sui costi sociali.
3M si propone ai suoi diversi stakeholder sanitari come un vero e proprio partner che si impegna a collaborare per ridurre il rischio di infezioni lungo l’intero percorso clinico del paziente: dal riprocessamento degli strumenti alla fase pre-operatoria, dall’intervento all’assistenza post-operatoria.  
 
Con la firma della carta “Targeting Zero” – conclude Galletta – vogliamo contribuire in modo efficace alla sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale che beneficerebbe così di una minore spesa pubblica derivante dalle infezioni. Auspichiamo che in questa edizione della Campagna il numero di strutture che firmeranno la Carta aumenteranno in maniera considerevole fino a quadruplicare rispetto allo scorso anno”.
 

23 Settembre 2017

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