Ipab. Sinigaglia e Bigon (Pd): “In atto progressivo smantellamento delle case di riposo pubbliche”

Ipab. Sinigaglia e Bigon (Pd): “In atto progressivo smantellamento delle case di riposo pubbliche”

Ipab. Sinigaglia e Bigon (Pd): “In atto progressivo smantellamento delle case di riposo pubbliche”
Per i consiglieri del Partito Democratico la Regione si trova difronte al rischio che le Ipab diventino Fondazioni di diritto privato e che ai maggiori costi per le famiglie si aggiunga un peggioramento della qualità del servizio.

“L’eccellenza sociosanitaria del Veneto è una narrazione stanca a cui credono solo Zaia e i suoi fedelissimi. I servizi sul territorio soprattutto dopo l’unificazione delle Ulss continuano ad essere smantellati, mentre cure e assistenza stanno diventando sempre più un lusso a pagamento. Per chi può permetterselo”. A dirlo sono i consiglieri del Partito Democratico Claudio Sinigaglia e Anna Maria Bigon facendo il punto sullo stato dell’arte delle Ipab venete.
 
“Si tratta di 100 Centri servizi per anziani o case di riposo pubbliche per un equivalente di 16.000 posti letto circa e il loro caso è emblematico – spiega Sinigaglia – Anche questa legislatura si chiuderà senza la riforma prevista dalla legge 328/2000; siamo, insieme alla Sicilia, l’unica Regione inadempiente”.


 


“Una non-scelta imputabile al 100% a Zaia – incalza l'esponente Dem – e una scelta che ha favorito l’ingresso in Veneto del privato nella gestione delle case di riposo. Trasformate in business del futuro visto l’elevato tasso di invecchiamento della nostra Regione. La mancata riforma ha portato problemi alle case di riposo pubbliche e a chi ci lavora, e danneggiato pesantemente le famiglie, ormai costrette a sborsare fino a duemila euro al mese per mantenere un proprio caro in un istituto”.


 


“Un diritto prosegue Sinigaglia – dettato da una dolorosa necessità, trasformato in uno odioso privilegio. Il rischio è che le Ipab diventino Fondazioni di diritto privato e che ai maggiori costi per le famiglie si aggiunga un peggioramento della qualità del servizio. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di esternalizzazioni a cooperative che pagano meno i lavoratori e comprimono i loro diritti”.


 


“Negli ultimi due anni – conclude – ci sono stati dei piccoli aggiustamenti, niente che possa davvero cambiare lo stato delle cose. Rispetto ai 32.000 posti letto complessivi tra case di riposo pubbliche, private sociali e private speculative non è stato mai adeguato l’importo delle quote sanitarie o impegnative collegate a chi entra nelle case di riposo: il loro valore 50 euro al giorno è lo stesso da quando governa Zaia e cosi le famiglie devono pagare una retta sempre più alta – 2000 euro circa – per far fronte alle spese dei servizi, mense, pulizia ed altro!”.
 
“Le quote sanitarie – sottolinea Anna Maria Bigon – sono poi solo 25.000, ne mancano quindi ben 7000 per coprire tutti i posti letto accreditati. Vuol dire che settemila famiglie devono pagare interamente di tasca propria, fino a 3000 euro al mese. Incredibile! È paradossale poi che alcuni aumenti di impegnative vadano a finire al privato speculativo. E quest’opera di progressivo smantellamento delle case di riposo pubbliche non sembra essere conclusa: una delibera di Giunta approvata lo scorso novembre obbliga le Ipab a mettere a bilancio anche gli ammortamenti, con la conseguenza che tutti gli istituti avranno i conti in rosso”.


 


“Dopo un anno di perdita d’esercizio – aggiunge – è però previsto il commissariamento, quindi l’alternativa è una sola: nuovi aumenti delle rette a carico delle famiglie. Le case di riposo pubbliche, che hanno un regime fiscale più pesante rispetto alle private, invece di diventare punto di riferimento per l’erogazione di servizi nel territorio attivando centri diurni, assistenza domiciliare, assistenza familiare, pasti a domicilio sono costrette a fare i conti con i bilanci e chiedere sempre di più alle famiglie”.


 


“Molte hanno poi esternalizzato il personale affidando inizialmente alle cooperative servizi non sanitari, ma ultimamente anche alcune figure centrali nella gestione sanitaria, come gli infermieri e gli operatori sociosanitari vengono esternalizzate. Una scelta indotta dai mancati interventi di Zaia. Ma abbiamo capito il perché, la cosa facilita l’ingresso del privato speculativo”, conclude Bigon.


 


Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

19 Dicembre 2019

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