Istituto Misurina. Si è dimesso il Ds Ermanno Baldo: “Era impossibile portare avanti gli impegni assunti”

Istituto Misurina. Si è dimesso il Ds Ermanno Baldo: “Era impossibile portare avanti gli impegni assunti”

Istituto Misurina. Si è dimesso il Ds Ermanno Baldo: “Era impossibile portare avanti gli impegni assunti”
È stato per due anni direttore sanitario dell’Istituto, la cui crisi economica e rischio chiusura è ora all’attenzione della commissione Salute delle Regioni. Sull’Istituto dice: “Le sue potenzialità non solo sono poco note ma che andrebbero sviluppate ed approfondite sia sul piano della ricerca, che del metodo”. Per Baldo il concetto di riabilitazione respiratoria dovrebbe andare oltre l’asma. “Uno dei progetti che ho nel cuore è la possibilità di capire e studiare come usare l’altura anche nei ragazzi con Fibrosi Cistica”.

Auronzo, Istituto Pio XII di Misurina. Nasce tutto verso fine agosto quando l’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti attraverso un comunicato annunciava per il 31.12.2019 la chiusura dell’Istituto per questioni economiche. Da lì a poche ore, l’Associazione Religiosa Istituti Sociosanitari – Veneto, Sindacati, Regione a mezzo dell’assessore alla salute Manuela Lanzarin e dello stesso Governatore Luca Zaia, si incontravano con la Dirigenza dell’Opera Diocesana S. Bernardo degli Uberti di Parma, per cercare di risolvere la questione. Non meno di una settimana fa, la faccenda dell’Istituto Pio XII di Misurina approdava sul tavolo della Commissione Nazionale Salute, che riunisce gli Assessori alla Sanità delle Regioni Italiane. Insomma, tutto questo “movimento” aveva portato con sé delle speranze e del sano ottimismo. Da lunedì 30 settembre qualcosa è cambiato: il Direttore Sanitario, Dott. Ermanno Baldo, ha rassegnato le dimissioni dall’Istituto Pio XII. Da qui la nostra curiosità di incontrarlo e chiedergli cosa è successo ovvero cosa è andato storto.

Dott. Baldo, da quello che leggiamo dalla stampa, pare che l’Istituto Pio XII non debba più essere chiuso. Se è così, senza entrare nel merito delle Sue decisioni, perché si è dimesso da Direttore Sanitario? Cosa è venuto meno da un mese a questa parte?
Credo che a fine agosto con l’annuncio della chiusura dell’Istituto Pio XII sia apparso chiaro che la situazione era molto complicata. Ho atteso e seguito con attenzione gli incontri istituzionali e cercato di capire. Personalmente mi sono trovato a pochi mesi dalla fine del mio mandato in una situazione doppiamente difficile, perché quando le cose non vanno bene non è mai vero che la colpa è solo degli altri e io ho ritenuto di assumermi alcune responsabilità visto che sono stato il Direttore Sanitario del Pio XII negli ultimi due anni. Poi in questo periodo avevo promosso, credendoci molto, alcuni progetti di ricerca per i quali avevo ottenuto dei finanziamenti. Ho cercato di capire se fosse ancora possibile andare avanti con questi progetti, ma sono arrivato alla conclusione che stava diventando impossibile mantenere gli impegni che avevo preso e questo mi ha portato alle dimissioni.

In questi anni Lei ha trascorso parecchio tempo nell’Istituto Pio XII, incontrando molti bambini ed adolescenti affetti da problemi respiratori. Cosa Le ha lasciato questa esperienza, sia come uomo che come professionista?  
Lavorare con e per i bambini è la cosa che mi ha riempito la vita ed è stato un grande privilegio. Come pediatra mi sono occupato negli anni soprattutto di bambini con malattie croniche e con problemi respiratori. Per questo sono stato attratto dal progetto dell’Istituto Pio XII di Misurina come struttura organizzata per la riabilitazione respiratoria. Mi sono convinto stando qui, che queste potenzialità, non solo sono poco note ma che dovrebbero essere sviluppate ed approfondite sia sul piano della ricerca, che del metodo. A 1800 m. sul livello del mare cambia il respiro e sono meglio controllabili i processi infiammatori delle vie aeree anche grazie all’assenza di inquinanti e allergeni. In altura ci sono condizioni che possono favorire i processi di riabilitazione in grado di cambiare il destino dei ragazzi con asma e altre malattie croniche respiratorie. Le nuove terapie negli ultimi 20 anni hanno migliorato la cura e la qualità di vita dei nostri pazienti, ma quello che cambia davvero la vita è come il polmone arriva a fine crescita a 18 anni. Questo può cambiare e condizionare la persistenza e la gravità della malattia nell’età adulta ed anche il modo di invecchiare. Credo che si possa e si debba fare di più per questo.

Quando ci siamo incontrati Lei mi ha parlato di un progetto che avrebbe voluto realizzare prima di dover andare in pensione. Di che cosa si trattava? Ed è ancora attuabile?
Il concetto di riabilitazione respiratoria penso possa essere sviluppato nell’asma ma non solo. Uno dei progetti che ho nel cuore è infatti la possibilità di capire e studiare come usare l’altura anche nei ragazzi con Fibrosi Cistica. Iniziando dal periodo che precede il decadimento respiratorio, ma poi se si dimostrasse possibile, utilizzare la montagna anche per la riabilitazione nel periodo dopo il trapianto del polmone, un orizzonte che interessa molti dei nostri pazienti che oggi sono diventati adulti.

Perché Misurina? Cosa ha Misurina di diverso rispetto ad altri posti?
Misurina sta all’altezza giusta per valutare e studiare come la pressione barometrica, l’umidità e l’aria pulita grazie all’assenza di inquinanti e di allergeni possono influenzare i respiro e nello specifico come questo possa influenzare la crescita polmonare. La presenza dell’Istituto Pio XII a Misurina è stata e spero che resti una opportunità per la ricerca, lo studio e quindi la cura dei bambini e degli adolescenti con asma e altre malattie croniche respiratorie oltre che per i problemi allergici. Ma è una opportunità che ha bisogno di molte energie e molte competenze. Fare ricerca non è cosa semplice e ancora meno a 1800 metri. E’ indispensabile riuscire a coinvolgere il mondo medico e della ricerca e questo è il problema principale.

Cosa farà d’ora in avanti?
Non credo di avere alcun titolo per fare richieste alle Istituzioni. Continuerò invece per quanto possibile il mio lavoro come medico pediatra e il mio impegno nelle società medico-scientifiche che si occupano delle malattie respiratorie e dei problemi allergologici ed immunologici in età pediatrica. Resto infatti convinto, che sia prioritario coinvolgere la comunità scientifica, il mondo medico pediatrico ed anche le associazioni dei pazienti per raggiungere dei risultati utili ai bambini affetti da malattie respiratorie croniche.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

08 Ottobre 2019

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