Lazio. Acquapendente, “Vietato ammalarsi”. Lo stabilisce un’Ordinanza del sindaco

Lazio. Acquapendente, “Vietato ammalarsi”. Lo stabilisce un’Ordinanza del sindaco

Lazio. Acquapendente, “Vietato ammalarsi”. Lo stabilisce un’Ordinanza del sindaco
La provocazione è scattata per protestare contro il piano della Giunta del Lazio per la riorganizzazione della rete ospedaliera. Chi trasgredisce, sarà punito con “sanzioni pecuniarie commisurate alla gravità della malattia o patologia contratta”.

Si allarga il fronte della protesta contro il decreto di riorganizzazione della rete ospedaliera firmato il 30 settembre dalla presidente del Lazio e commissario alla Sanità, Renata Polverini. Manifestazioni, presidi e assemblee in molte aree della Regione. Ed ora, da Acquapendente (paese in provincia di Viterbo), arriva anche il divieto di ammalarsi, imposto dal sindaco Alberto Bambini di fronte alla denunciata impossibilità di offrire assistenza sanitaria ai cittadini.

L’Ordinanza, n. 137 del 9 ottobre scorso, stabilisce che “a partire dal 1 gennaio 2011, data di disattivazione dei servizi ospedalieri”, i cittadini del comune di Acquapendente sono tenuti ad “evitare di contrarre qualsiasi malattia e patologia che necessiti un intervento ospedaliero soprattutto d’urgenza”. Si ordina inoltre “di assumere comportamenti che non mettano a rischio la salute, evitando qualsiasi incidente anche domestico e pertanto è opportuno non uscire troppo spesso o viaggiare o fare sport,  restando invece il maggior tempo possibile a riposo. I contravventori saranno puniti attraverso forme di trasporto forzato presso l’ospedale di Belcolle (di Viterbo, ndr) e/o con sanzioni pecuniarie commisurate alla gravità della malattia o patologia contratta”.

L’Ordinanza, si legge infine, “avrà durata fino alla revoca e/o ritiro del decreto n.80 del 30 settembre 2010 del Commissario alla sanità del Lazio”.

In allegato, il testo completo dell’Ordinanza.
 
L.C.
 

10 Ottobre 2010

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