Lazio. Asl Subiaco: timbravano il cartellino ma lavoravano privatamente. Sei arresti e 23 denunce per truffa aggravata

Lazio. Asl Subiaco: timbravano il cartellino ma lavoravano privatamente. Sei arresti e 23 denunce per truffa aggravata

Lazio. Asl Subiaco: timbravano il cartellino ma lavoravano privatamente. Sei arresti e 23 denunce per truffa aggravata
Coinvolti dirigenti, medici, infermieri e amministrativi. Ma anche una guardia giurata, un logopedista, un vetrinario e tre tecnici. Firmavano alla Asl ma esercitavano la professione presso studi privati. Tutti gli arrestati sono stati colti in flagranza di reato. Durissimo Zingaretti: "Fatti di estrema gravità. Non possiamo rischiare che i nostri sforzi siano depotenziati da gravissimi episodi di questo tipo".

Sei persone agli arresti domiciliari e altre 23 denunciate per truffa aggravata ai danni dello Stato. E’ questo il bilancio di un’indagine, condotta dai Carabinieri a partire dalla scorsa estate, sull’assenteismo nella Asl di Subiaco (Roma), località situata nella Valle dell’Aniene. I militari hanno infatti accertato migliaia di ore di assenza.Tra i 23 raggiunti dal provvedimento del giudice ci sono: sei medici, un ostetrico, quattro infermieri, una guardia giurata, quattro assistenti amministrativi, un assistente sociale, un dirigente medico un logopedista, un medico veterinario, tre operatori tecnici e un dipendente del Distretto di Tivoli.

Secondo le prime ricostruzioni alcuni si facevano timbrare il cartellino dai colleghi e intanto svolgevano un altro lavoro, altri vidimavano e poi uscivano per sbrigare commissioni personali. Addirittura sembra che alcuni medici firmassero presso la Asl per poi esercitare la professione presso studi privati. Gli arresti sono infatti avvenuti in flagranza, poiché i destinatari della misura al momento dei controlli risultavano presenti ma erano in realtà assenti.

“Fermo restando la presunzione di innocenza, ma considerata l’estrema gravità dei fatti accertati dalle Forze dell’Ordine, la Regione Lazio ha richiesto alla Direzione della Asl Roma G la sospensione del personale coinvolto nell’indagine condotta dalla Magistratura e l’avvio delle conseguenti procedure disciplinari”. Questo il primo commento ufficiale proveniente dagli uffici della Regione Lazio. Nel corso delle indagini anche l'Asl Roma G è stata informata dei fatti.. "La rilevanza dei fatti ha imposto la massima riservatezza, con le indagini ancora in corso e con la magistratura che ancora deve fare il suo corso non era possibile divulgare informazioni. Abbiamo, sin da subito attivato tutte le procedure interne tese ad acquisire gli elementi necessari per poter procedere nei confronti dei dipendenti coinvolti nel caso", spiega una nota dell’Azienda. 

"La lotta all’assenteismo è una delle mie priorità, sin dal mio insediamento sono state attivate procedure chiare di rilevazione delle presenze e delle assenze grazie all’uso di badge – ha sottolineato il direttore generale Giuseppe Caroli – e sensibilizzato i dipendenti verso il rispetto del proprio ruolo, dei loro diritti e doveri. Allo stato attuale non si ha notizia di altri dipendenti coinvolti. In merito a quanto accaduto l’Azienda esprime un vivo ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro svolto e ribadisce, così come fatto finora, la massima disponibilità e collaborazione. Ora attendiamo, fiduciosi, l’esito del procedimento, certi che chi ha sbagliato pagherà, ricordando che la stragrande maggioranza dei dipendenti di questa Asl svolge con passione, dedizione e spirito di sacrificio il proprio lavoro rivolto al soddisfacimento dei bisogni delle persone che necessitano dei nostri servizi".

Interviene a gamba tesa anche il governatore, Nicola Zingaretti. "Quanto sta emergendo dalle indagini condotte dalle Forze dell'Ordine a Subiaco rappresenta un fatto di estrema gravità. Nell'ultimo periodo, dopo lunghi anni di tagli e attese, stiamo investendo sulla sanità del Lazio, stiamo per uscire dal Commissariamento, apriamo le Case della salute in tutta la regione e per la prima volta dopo tanto tempo siamo tornati anche ad assumere nuovo personale. Stiamo cambiando il volto della sanità con l'impegno e l'aiuto di tutti gli operatori e non possiamo rischiare che i nostri sforzi siano depotenziati da gravissimi episodi di questo tipo. Bene quindi l'indagine della Magistratura che vedrà la Regione Lazio a fianco delle Forze dell'Ordine e degli inquirenti".

09 Aprile 2015

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