Lazio. Continuità assistenziale in Neuro-Oncologia esteso al territorio. Siglato accordo tra Regina Elena e Asl Rm C

Lazio. Continuità assistenziale in Neuro-Oncologia esteso al territorio. Siglato accordo tra Regina Elena e Asl Rm C

Lazio. Continuità assistenziale in Neuro-Oncologia esteso al territorio. Siglato accordo tra Regina Elena e Asl Rm C
L'iniziativa, rivolta alle persone affette da neoplasia cerebrale, nasce con l'obiettivo di migliorare le cure e di ridurre ricoveri ospedalieri e accesi inappropriati ai Pronto Soccorso. La Asl ha un bacino di utenza di 566.172 residenti e si può stimare che l'incidenza di neoplasie cerebrali primitive (8/100.000 abitanti) sia di 44 nuovi casi/anno e i casi da seguire tra nuovi e non, sia di 160 casi/anno.

Siglato l’accordo per il Progetto pilota tra l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e la Asl Rm C. Ha l'obiettivo di integrare e offrire, alle persone affette da neoplasia cerebrale residenti nel bacino di utenza della Asl e alle loro famiglie, un percorso per il miglioramento della qualità delle cure di supporto e palliative, la riduzione dei ricoveri ospedalieri e degli accessi al Pronto Soccorso inappropriati e la facilitazione della permanenza al proprio domicilio anche in situazioni di alta intensità assistenziale.

Marta Branca, Commissario Straordinario Ifo e Carlo Saitto, Direttore Generale della Asl, hanno firmato l’accordo in occasione del convegno all'Istituto Regina Elena, dal titolo “Continuità assistenziale in Neuro-Oncologia e Onco-Ematologia: Esperienze nella regione Lazio”. L’iniziativa è promossa da Andrea Pace, Responsabile della Neurologia IRE. Hanno aperto i lavori, Ruggero De Maria, Direttore Scientifico IRE e Monsignor Lorenzo Leuzzi, Direttore della Pastorale Universitaria e Sanitaria. L’incontro si colloca tra le iniziative per la Giornata del Sollievo promosse dalla Fondazione “G. Ghirotti”.

Il Regina Elena con il supporto della Regione Lazio ha messo a punto un modello assistenziale con un progetto attivo dal 2000 che ha consentito di seguire circa 1000 pazienti. I tumori cerebrali rappresentano una patologia di particolare gravità sia per la breve aspettativa di vita che per l’elevata intensità assistenziale. Il modello promuove la continuità delle cure ospedale/territorio attraverso l’integrazione dei diversi ambiti assistenziali e la sinergia con i Distretti Sanitari delle Asl, per fornire tempestive risposte coordinate e organizzate ai bisogni complessi dei malati affetti da tumore cerebrale e dei loro familiari.

La Asl Rm C ha un bacino di utenza di 566.172 residenti e si può stimare che l'incidenza di neoplasie cerebrali primitive (8/100.000 abitanti) sia di 44 nuovi casi/anno e i casi da seguire tra nuovi e non, sia di 160 casi/anno. “Le cure domiciliari – sottolinea Andrea Pace – rappresentano la sfida della medicina dei prossimi decenni, perché anche fuori dagli ospedali i malati possano ricevere le cure migliori, nel luogo più razionale, a loro più gradito, oltre che al costo più appropriato”. Durante l’incontro sono state riportate le maggiori esperienze di cure domiciliari nella regione Lazio e discussi i principali aspetti assistenziali e organizzativi di modelli sanitari innovativi. Marta Branca ha spiegato: “Consapevole dell’importanza della sinergia tra i nostri centri di ricerca ed il territorio per rispondere al meglio a patologie gravi, sono lieta che questa iniziativa di presa in carico sia in sintonia con il tema del prossimo Giubileo, la Misericordia”.

Monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore della pastorale universitaria e sanitaria ha ringraziato gli Istituti per tutto quello che fanno verso le persone sofferenti ed ha esortato a lavorare perché “la misericordia assistenziale diventi sempre più fermamente misericordia progettuale in modo che la grandezza dell’uomo e la sua dignità non siano mai sminuite dalla sofferenza”.

“L’integrazione tra i livelli di assistenza sanitaria e tra dimensione sanitaria e sociale – ha concluso Carlo Saitto, Direttore Generale dell’Asl Roma C – non è semplicemente il fine di un progetto, ma lo sviluppo di un nuovo modello di gestione per il servizio sanitario che coniughi centralità della persona, qualità delle cure e uso ottimale delle risorse”.
 

30 Maggio 2015

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