Lazio. Dal 2017 cancellato il ticket regionale. Cittadini risparmieranno 20 milioni l’anno. Zingaretti annuncia il provvedimento
“La fase della distruzione della sanità laziale si è conclusa”, ha affermato il presidente della Regione. Con l’abolizione del ticket sanitario regionale, dall’1 gennaio 2017 cambia il costo delle prestazioni. Il cittadino, per esempio, non dovrà più pagare 15 euro per Risonanza magnetica e Tac (da 61,10 euro a 46,10), 5 euro per la Fisiokinesiterapia (da 51,10 euro a 46,10) e 4 euro sulla visita specialistica ambulatoriale (da 50,10 a 46,10). LE SLIDE - VIDEO
“Dal 1° gennaio 2017, nel Lazio, sarà abolito il ticket sanitario regionale. Per i cittadini il risparmio atteso è pari a 20 milioni di euro. La giornata di oggi è dedicata alla giustizia sociale e segna uno spartiacque nella storia del Lazio”. L'annuncio è arrivato stamani dal presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso di una conferenza stampa convocata nella sede della Regione.
Cosa cambia. Con l’abolizione del ticket sanitario regionale, dall’1 gennaio 2017 cambia il costo delle prestazioni. Il cittadino, per esempio, non dovrà più pagare 15 euro per Risonanza magnetica e Tac (da 61,10 euro a 46,10), 5 euro per la Fisiokinesiterapia (da 51,10 euro a 46,10) e 4 euro sulla visita specialistica ambulatoriale (da 50,10 a 46,10).
E ora guerra alle liste d'attesa. “Il prossimo passo – ha annunciato Zingaretti – sarà il nuovo provvedimento che stiamo preparando sulle liste d’attesa”: Sulle liste d'attesa, ha spiegato il presidente, “abbiamo già i primi timidi segnali di inversione di tendenza, ma ovviamente non ci soddisfano. E vogliamo continuare per fare capire che la fase della distruzione della sanità laziale si è conclusa. Se ne è aperta un’altra che sarà altrettanto complessa, quindi non abbassiamo la guardia, ma il Lazio sta vincendo questa battaglia”.
“Dopo tre anni abbiamo raggiunto quello che sembrava un sogno. Nel 2008 l'introduzione del ticket fu un duro colpo al tema delle uguaglianze nell'accesso alle cure e nel Lazio aveva creato un sistema folle, con il ticket nazionale e quello regionale che si sommavano e a volte producevano un costo superiori alla prestazione“, ha detto Zingaretti nel corso della conferenza stampa, evidenziando come “per noi è importante avvicinare ai cittadini, alle persone e agli operatori” l’opera di risanamento realizzata nel settore sanitario, e “mettere in campo tutte quelle misure che vengano percepite come segnali di cambiamento a favore della giustizia sociale, della qualità della vita delle persone e dei diritti, in particolare del diretti alla salute sancito dalla costituzione” e in questo ambito rientra l'abolizione del ticket. Che ha dunque l’obiettivo di “coniugare la fase di risanamento all’aumento della qualità delle cure, all’aumento della capacità di inclusione del sistema, favorendo la giustizia sociale e aiutando chi ne ha più bisogno”.
Per Zingaretti, dunque, “iI 2016 può essere considerato un anno di svolta. Il lavoro di questi tre anni mette la Regione nelle condizioni di completare la rivoluzione dei servizi avviata, che sarà realizzata con il programma operativo 2016-2018 appena presentato al tavolo tecnico“. Il presidente ha quindi voluto “ringraziare tutto coloro che hanno contributo a permettere questo” provvedimento, “figlio di un lungo lavoro partito nel 2013”. Zingaretti ha quindi garantito che “tutto quello che faremo da ora in poi sarà segnato dalla volontà di introdurre vistosi, chiari e indiscutibili criteri di giustizia”.
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