Lazio. Nasce al Cto il nuovo centro di riferimento di Neurochirurghia per i malati di Parkinson

Lazio. Nasce al Cto il nuovo centro di riferimento di Neurochirurghia per i malati di Parkinson

Lazio. Nasce al Cto il nuovo centro di riferimento di Neurochirurghia per i malati di Parkinson
Lo ha stabilito un decreto firmato dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per rispondere alle esigenze poste dall'Associazione Azione Parkinson onlus circa le difficoltà incontrate dai pazienti per effettuare l'inserimento o la sostituzione del generatore di impulsi

Nasce al Cto-Alesini il nuovo Centro di riferimento regionale di Neurochirurgia funzionale per la stimolazione cerebrale profonda dedicata ai malati di Parkinson. Lo ha stabilito un decreto firmato dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per rispondere alle esigenze poste dall'Associazione Azione Parkinson onlus circa le difficoltà incontrate dai pazienti per effettuare l'inserimento o la sostituzione del generatore di impulsi. Il presidio della Asl Roma 2 è infatti la struttura con i maggiori volumi di attività e la più vasta esperienza nel campo di Dbs (Deep brain stimulation) nel Lazio: 48 interventi di impianto definitivo o sostituzione di elettrodi di neurostimolatore intracranico e 28 interventi preparatori di montaggio del sistema stereotassico nel 2014, 48 impianti e 36 interventi preparatori nel 2015.

La stimolazione cerebrale profonda è una procedura chirurgica d'avanguardia che prevede l'inserimento di un elettrodo, in una determinata area del cervello, collegato ad un generatore di impulsi (un pacemaker) posizionato sottocute sulla parte alta del torace. Questa metodica, indicata quando la terapia farmacologica non è in grado di attenuare i sintomi della malattia, è utilizzata anche per altri disturbi neurologici che provocano disordini del movimento come la Distonia e la sindrome di Gilles de la Tourette.

Prima di procedere con l'applicazione dell'impianto vero e proprio, il paziente viene sottoposto a controlli mirati che si avvalgono di una specifica tecnica neurochirurgica, la stereotassia. Il procedimento prevede il ricorso ad uno speciale dispositivo meccanico fissato alla testa del malato, il casco stereotassico, che consente di ottenere immagini diagnostiche (tramite Tac, Rmn ed angiografia) utili ad individuare con precisione millimetrica i punti verso i quali il neurochirurgo dovrà indirizzare gli strumenti operatori quando posizionerà i neurotrasmettitori.


 


Lorenzo Proia

27 Giugno 2016

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