Lazio. Psicologi davanti alla Regione contro le graduatorie bloccate: “La salute mentale non è un bonus, è un diritto”

Lazio. Psicologi davanti alla Regione contro le graduatorie bloccate: “La salute mentale non è un bonus, è un diritto”

Lazio. Psicologi davanti alla Regione contro le graduatorie bloccate: “La salute mentale non è un bonus, è un diritto”
Il sit-in stamane di fronte alla Asl Roma 2, i professionisti risultati vincitori del concorso indetto dall’Azienda. Gli psicologi, che hanno sostenuto le tre prove d'esame durante la pandemia, contestano il lento procedere dello scorrimento delle graduatorie e il fatto che le Asl abbiano indetto altri concorsi senza attingere al bacino dei 750 che già hanno superato la selezione.

‘La salute mentale non è un bonus ma un diritto’ scrivono su un cartellone gli psicologi e psicoterapeuti risultati vincitori del concorso indetto dalla Asl Roma 2 che questa mattina hanno protestato davanti alla sede della Regione Lazio. Gli psicologi, che hanno sostenuto le tre prove d’esame durante la pandemia, contestano il lento procedere dello scorrimento delle graduatorie e il fatto che le Asl abbiano indetto altri concorsi senza attingere al bacino dei 750 che già hanno superato la selezione.

“Ad oggi le procedure di assunzione sono state a dir poco opache. Sì continua a procedere per manifestazioni di interesse, mentre la necessità di servizi sul territorio regionale è disperata, come è testimoniato anche dalla lettera dei direttori dei dipartimenti di salute mentale- ha spiegato alla Dire Giuseppe Sartiano, psicologo e psicoterapeuta tra i 750 risultati idonei al concorso della Asl Roma 2- non capiamo perché si continuano ad utilizzare queste strane modalità di assunzione dando linfa al precariato, quando ci sarebbe bisogno di stabilità”.

Il gruppo di psicologi sottolinea anche le difficoltà per aver sostenuto un esame complesso, composto da tre prove (due scritte e una orale), in piena pandemia. “Ora chiediamo di essere assunti e di riempire i servizi che sono al collasso”, dicono.

I manifestanti dicono di non conoscere con precisione il numero di posti vacanti, “ma possiamo dire che sul territorio regionale esistono 250 consultori, e “più della metà sono scatole vuote perché non ci sono professionisti al loro interno, e il nostro concorso nasceva con un’intenzione specifica per i consultori”, ha detto ancora Giuseppe Sartiano.

“Gli scorrimenti molto lenti e gli avvisi di stabilizzazione non sono del tutto in regola- ha aggiunto Liliana Salvati, tra i 750 risultati idonei- Vogliamo chiedere chiarimenti alla Regione.

Perché intanto, molti servizi a Roma e nel Lazio sono sguarniti di personale”.
Oggi una delegazione degli psicologi è stata ricevuta dalla direzione socio-sanitaria. Gli psicologi hanno chiesto il rispetto dei bandi pubblici e lo scorrimento delle graduatorie.

A manifestare c’è anche Victoriano Rainoso, psicoterapeuta da molti anni. Lavora nel privato, ma ha fatto il concorso “perché credo nel servizio pubblico”. Racconta l’episodio di una paziente che in un momento di difficoltà ha tentato il suicidio, e la sua assistenza è stata provvidenziale per salvarle la vita. “Ma se non c’è assistenza, se non ci sono fondi per la prevenzione, si trasmette il messaggio che la salute mentale, così come la salute in generale, è in secondo piano”.

Anche Eloisa Fanuli, candidata della Lega al Consiglio regionale, ha voluto manifestare la sua solidarietà e vicinanza agli psicologi e psicoterapeuti risultati idonei per il concorso indetto dalla Asl Roma 2 e ancora in attesa di assunzione.
“Abbiamo sostenuto la manifestazione fin dall’inizio e mi sono interessata al tema in prima persona”, ha detto Fanuli a margine del sit-in.

30 Gennaio 2023

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