Lazio. See&Treat. Ipasvi replica all’Omceo: “I medici non abbiano paura di perdere importanza e siano collaborativi”

Lazio. See&Treat. Ipasvi replica all’Omceo: “I medici non abbiano paura di perdere importanza e siano collaborativi”

Lazio. See&Treat. Ipasvi replica all’Omceo: “I medici non abbiano paura di perdere importanza e siano collaborativi”
La posizione espressa dal presidente dell’Omceo di Roma contro l’iniziativa della Asl RmC per ridurre le code nei Pronto soccorso valorizzando le competenze degli infermieri, è “antistorica”. Pulimeno “Difendere ad ogni costo certe rendite di posizione è sbagliato e nuoce alla buona sanità”

“In un momento come questo, in cui tutti siamo chiamati a collaborare per cambiare un sistema che non funziona, la presa di posizione dell’Ordine dei medici sul “see and treat” è decisamente antistorica. Siamo preoccupati”.
 
Così la Presidente del Collegio Ipasvi di Roma, Ausilia Pulimeno respinge al mittente il siluro lanciato dal presidente dell’Ordine dei medici della capitale, Roberto Lala contro l’iniziativa della Asl RmC per ridurre le code nei Pronto soccorso valorizzando le competenze degli infermieri.
 
Una polemica già aperta nelle scorse settimane quando lo Smi aveva attaccato le novità introdotte dalla Regione Lazio con l’avvio di alcuni reparti di degenza infermieristica e delle Case della salute. “Ora i medici tornano all’attacco – sottolineano gli infermieri – temendo di perdere importanza rispetto alla figura infermieristica”.
 
Per questo l’Ordine degli infermieri di Roma reagisce duramente: “Difendere ad ogni costo certe rendite di posizione è sbagliato e nuoce alla causa della buona sanità – sottolinea la Presidente Pulimeno – il ‘see and treat’ è un modello ampiamente sperimentato, dal 2010 in molte Asl della Toscana e da quasi 40 anni in Gran Bretagna e Stati Uniti. Ha dato ottimi risultati fornendo una risposta efficace ai bisogni dei cittadini, garantendo una maggiore rapidità dell’intervento, la sua sicurezza e un minor costo per le aziende sanitarie. I medici – conclude Pulimeno – non abbiano paura di perdere potere e siano più collaborativi nel processo di cambiamento di cui la nostra sanità ha un gran bisogno”
 

01 Aprile 2015

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