Lazio. Siglato protocollo d’intesa tra Aiop, Regione e sindacati: le Rsa continueranno a erogare assistenza in regime residenziale

Lazio. Siglato protocollo d’intesa tra Aiop, Regione e sindacati: le Rsa continueranno a erogare assistenza in regime residenziale

Lazio. Siglato protocollo d’intesa tra Aiop, Regione e sindacati: le Rsa continueranno a erogare assistenza in regime residenziale
La Regione provvederà al pagamento del 40% della quota sociale spettante ai Comuni che fino ad oggi si sono sempre trovati in difficoltà economiche. Dal canto loro i Comuni per far fronte ai pagamenti, relativi agli anni 2013/14/15, ancora non erogati dovranno utilizzare gli accantonamenti di pregressi residui del fondi del sociale.

E’ stato definito il protocollo di intesa tra Aiop Lazio, Aris, Cgil, Cisl, Uil e Regione Lazio che di fatto garantisce alle Residenze Sanitarie Assistenziali di continuare ad erogare assistenza sanitaria in regime residenziale, supportando quindi migliaia di famiglie non in grado di seguire anziani malati. Il documento è stato approvato all’unanimità nell’ambito dell’Assemblea delle Rsa Aiop Lazio che rappresenta 51 strutture sanitarie, per un totale di circa 4.000 posti letto.

“Ringrazio i sindacati confederali – commenta Jessica Veronica Faroni, presidente Aiop Lazo – i quali, capendo che il sistema non poteva più andare avanti, hanno in tutto questo periodo profuso un notevole impegno e affrontato la questione con estrema serietà.
Siamo così giunti, grazie anche alla disponibilità del Responsabile della Cabina di Regia, Alessio D’Amato, alla firma del protocollo di intesa tra Regione, sindacati e associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore. Ma tutto ciò verrà vanificato se il Presidente Zingaretti non darà immediatamente seguito al protocollo attraverso gli atti amministrativi necessari per renderlo operativo”.

Diversi i punti centrali del protocollo firmato ieri. Innanzitutto sarà la Regione Lazio che provvederà al pagamento del 40 per cento della quota sociale spettante ai Comuni che fino ad oggi si sono sempre trovati in difficoltà economiche. Dal canto loro i Comuni per far fronte ai pagamenti, relativi agli anni 2013/14/15, ancora non erogati dovranno utilizzare gli accantonamenti di pregressi residui del fondi del sociale.
Per quanto riguarda l’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, ossia lo strumento di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate, è stato chiesto ed approvato che siano rivisti i parametri elevandoli dagli attuali 13.000 ad un importo che si avvicini a quanto applicato in altre regioni e alla media nazionale.

“Le modifiche apportate a livello nazionale e regionale sull’ISEE hanno portato gli utenti, naturalmente, all’impossibilità di pagare una retta che oscillava tra i 1.500 e i 1.800 euro al mese. Questo ha portato a innumerevoli conseguenze negative per tutto il sistema, sanitario e sociale con conseguente fuga dalle RSA a causa delle rette troppo alte, all’aumento dei ricoveri presso gli ospedali e i Pronto Soccorso, alla ricerca di case di riposo dove però non c’è assolutamente assistenza medica e alla ricerca di badanti nella maggior parte dei casi non in grado di assistere un anziano malato”, aggiunge Faroni.

Il protocollo di intesa prevede anche la riconversione e nuova attivazione di posti letto residenziali, la riqualificazione e la formazione del personale. "A fronte di un quadro normativo più stabile – sottolinea una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil – definito nel tavolo triangolare con la Regione, è stato possibile regolamentare diversamente la parte relativa ai lavoratori, ottenendo il vincolo ai rapporti di lavoro di dipendenza per le figure strettamente legate all’assistenza, necessarie a svolgere l’attività. Prevista, inoltre, la realizzazione dei percorsi di riqualificazione di parte del personale per una migliore assistenza e la regolamentazione del costo del lavoro, oggi caratterizzato da una rincorsa al contratto più basso, magari sottoscritto da sindacati non rappresentativi del settore".

 
"Quest’ultima questione, tra le più delicate da affrontare, consente in un quadro di mancanza di regole di scaricare direttamente sui lavoratori l'intero costo della crisi, applicando un selvaggio dumping contrattuale. Con questo Accordo le parti sono vincolate a trovare una intesa che consenta l'allineamento dei costi del personale, sfuggendo alla logica del massimo ribasso, e a sottoscrivere i contratti nazionali di lavoro solo con i sindacati più rappresentativi, tenendo conto del protocollo confederale sulla rappresentanza. Questo – concludono –  è il modo giusto di affrontare i problemi. Servono regole e trasparenza sull'utilizzo delle risorse pubbliche, e attenzione a un settore in profonda crisi che è parte integrante del sistema sanitario".

25 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Primariati. La Regione Lazio riscrive le regole di nomina: il Dg perde il potere discrezionale
Primariati. La Regione Lazio riscrive le regole di nomina: il Dg perde il potere discrezionale

La Regione Lazio cambia le regole per la nomina dei direttori delle strutture complesse del Servizio sanitario regionale. Con la delibera n. 529 del 9 luglio 2026 la Giunta regionale...

Ospedale Vannini, verifica ispettiva della Regione Lazio. Preoccupazione dei sindacati per il futuro della struttura
Ospedale Vannini, verifica ispettiva della Regione Lazio. Preoccupazione dei sindacati per il futuro della struttura

La Regione Lazio disporrà una verifica ispettiva presso l’Ospedale M.G. Vannini-Istituto FSC per accertare il rispetto degli standard necessari a garantire i livelli essenziali di assistenza. Lo ha annunciato il...

Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale
Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale

La Regione Toscana ha deciso di ridefinire l’assistenza offerta in caso di lutto immediatamente prima o dopo una nascita. La scelta, spiega la Regione in una nota nasce da una...

Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici
Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici

Nuova iniziativa della Regione Veneto per rendere più attrattiva la professione di Medico di Medicina Generale. Su proposta dell’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, la Giunta regionale, riunitasi oggi sotto la...