“Le Regioni hanno gravi responsabilità sulle carenze della rete neonatale. Contiamo sul ministro Lorenzin per un cambio di rotta”. Intervista al presidente della Sin Mauro Stronati

“Le Regioni hanno gravi responsabilità sulle carenze della rete neonatale. Contiamo sul ministro Lorenzin per un cambio di rotta”. Intervista al presidente della Sin Mauro Stronati

“Le Regioni hanno gravi responsabilità sulle carenze della rete neonatale. Contiamo sul ministro Lorenzin per un cambio di rotta”. Intervista al presidente della Sin Mauro Stronati
“Le Regioni non mettono in atto quanto stabilito dalle norme e dagli accordi nazionali, anche se si tratta di cose importanti, direi vitali e quindi a volte è necessario che le Società Scientifiche evidenzino i problemi e ne chiedano la soluzione. Il Ministro Lorenzin è molto attenta ai problemi relativi all'Area Materno-Infantile e le chiediamo pertanto di intervenire sollecitando le regioni affinché ottemperino ai loro impegni".

Nei giorni scorsi la Società italiana di neonatologia ha diffuso i dati di un’indagine sulla rete dei trasporti neonatali che ha evidenziato “una sostanziale carenza o addirittura assenza del sistema di trasporto del neonato e del lattante patologico”.
 
Dai dati emerge infatti che in Italia sono attivi 44 centri che effettuano il Servizio di Trasporto per le Emergenze Neonatali (STEN). Questi centri assicurano una copertura totale in 11 regioni e parziale in 3 (Emilia Romagna, Puglia, Sicilia). Il Servizio è completamente assente in 5 regioni (Valle d’Aosta, Umbria, Abruzzo, Calabria, Sardegna).
 
Ne abbiamo parlato con il presidente della Sin, il professor Mauro Stronati, direttore di struttura complessa del Dipartimento materno infantile e neonatologia del Policlinico San Matteo di Pavia
 
Professor Stronati, è passato un anno dal decesso della piccola Nicole avvenuto in Sicilia. Un evento che ha suscitato grande sgomento e che ha messo in luce le falle del sistema delle emergenze neonatali. Ora i dati dalla survey che avete realizzato continuano a descrivere un sistema disomogeneo e incompleto, con 5 Regioni dove risulta addirittura assente il trasporto neonatale. Che idea vi siete fatta?
Il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 recita testualmente: “…Il trasporto della gravida e del neonato deve essere considerato una componente essenziale di un piano di regionalizzazione delle cure perinatali…”. A sua volta il piano Sanitario Nazionale 2011-2013 afferma: 
“..deve essere risolta l'incompleta o la mancata attivazione del sistema di trasporto assistito materno e neonatale…”. E infine la conferenza Stato Regioni del 16 dicembre 2010: “..attivazione, completamento è messa a regime del sistema di trasporto assistito materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN)…”.
Da queste premesse si deduce che le Regioni non mettono in atto quanto stabilito anche se si tratta di cose importanti, direi vitali e quindi a volte è necessario che le Società Scientifiche evidenzino i problemi e ne chiedano la soluzione
 
Che cosa non ha funzionato?
Non è facile capire le cause della non attuazione del trasporto neonatale, probabilmente una non corretta valutazione dell'impegno organizzativo e più ancora economico. Infatti se l'organizzazione fosse data in mano a dei tecnici, la spesa potrebbe essere contenuta in termini più che accettabili e i costi verrebbero ampiamente ripagati. 
 
Qual è la soluzione che la vostra Società propone per imprimere un reale cambio di passo a questo importante servizio?
Il Ministro Lorenzin è a mio avviso molto attenta ai problemi relativi all'Area Materno-Infantile e le chiediamo pertanto di intervenire sollecitando le regioni affinché ottemperino ai loro impegni.
 
Quale messaggio volete inviare alle istituzioni, soprattutto a quelle Regioni in cui lo Sten è completamente assente?
Mi auguro che le Regioni in cui lo STEN è assente seguano l'esempio della Regione Calabria che sta organizzando il trasporto neonatale e che nelle prossime settimane partirà nella provincia di Cosenza per poi essere esteso alle altre provincie.
Dobbiamo evitare che si ripetano fatti gravi come quelli di Catania e garantire al neonato, ovvero ai nostri figli, una nascita in sicurezza.

14 Febbraio 2016

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