Lecco. Lo screening per la fibrillazione atriale si fa in farmacia (e funziona)

Lecco. Lo screening per la fibrillazione atriale si fa in farmacia (e funziona)

Lecco. Lo screening per la fibrillazione atriale si fa in farmacia (e funziona)
Nel corso di 2 mesi 20 team di farmacisti, opportunamente formati, hanno arruolato circa 300 pazienti tra le persone oltre i 70 anni che si presentavano in farmacia sottoponendoli a un breve elettrocardiogramma che veniva successivamente inviato a cardiologo. Nove pazienti erano affetti dall’aritmia; 3 dei quali non diagnosticati. Lo studio pubblicato su European Geriatric Medicine.

Un’altra prestazione si candida a entrare nella potenziale offerta della farmacia dei servizi: lo screening per la fibrillazione atriale.

Un studio pilota, pubblicato da European Geriatric Medicine, condotto dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri (Dipartimenti di Ricerche Cardiovascolari e di Neuroscienze), dal Dipartimento di scienze del farmaco dell’Università degli Studi di Milano e dall’associazione dei giovani farmacisti di Lecco mostra infatti la sua piena fattibilità.

Lo studio si è svolto nell’arco di 2 mesi, durante i quali 20 team di farmacisti, opportunamente formati, hanno arruolato circa 300 pazienti consecutivi tra le persone oltre i 70 anni che si presentavano in farmacia per qualsiasi ragione. I farmacisti hanno raccolto i dati demografici di chi accettava di partecipare allo studio, eventuali precedenti di fibrillazione atriale, i dati sulle terapie in essere e hanno controllato la pressione arteriosa A ciascuno dei pazienti (in totale 289) è stato praticato un elettrocardiogramma a singola derivazione, della durata di 30 secondi, la cui registrazione è stata trasmessa al cardiologo. L’esame è stato effettuato con un dispositivo compatto, dotato di collegamento GPRS e quindi estremante flessibile dal punto di vista della connettività.


 


I risultati ottenuti sono in linea con quelli emersi in altri studi dedicati allo screening in farmacia: sono infatti stati identificati 9 pazienti affetti da fibrillazione atriale, pari al 3,9%, 3 dei quali non diagnosticati (1,3%).

“L’esperienza è stata breve ma ha confermato la fattibilità dello screening e la sua accettazione da parte dei farmacisti di comunità”, hanno scritto gli autori. “Tutti i partecipanti hanno dichiarato che il test si inserisce nella pratica professionale quotidiana senza difficoltà, anche se 14 su 20 lo hanno giudicato impegnativo”.

Ora si apre la strada a uno studio prospettico più numeroso, che possa portare all’integrazione tra i centri cardiologici del territorio e la rete della farmacie di comunità e, di conseguenza, all’inserimento dello screening per la fibrillazione atriale tra le prestazioni professionali offerte routinariamente.

27 Febbraio 2018

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