Legge 194. “Regione Toscana inadempiente”, il 18 gennaio presidio a Firenze

Legge 194. “Regione Toscana inadempiente”, il 18 gennaio presidio a Firenze

Legge 194. “Regione Toscana inadempiente”, il 18 gennaio presidio a Firenze
Promosso da Coordinamento Donne Cgil, Coordinamento 194, Libere Tutte, Laboratorio per la Laicità, Il Giardino dei Ciliegi, Non Una di Meno, chiede,  tra le altre cose, l’applicazione delle Linee Guida sulla somministrazione della RU486 in regime ambulatoriale e nei consultori e la garanzia di medici non obiettori in tutte le strutture pubbliche. “Dobbiamo farci carico di una inspiegabile involuzione di una Regione che si era dimostrata attenta e lungimirante”, afferma Barbara Orlandi, Coordinamento Donne Cgil Toscana.

Territori senza accesso all’Ivg per i troppi sanitari obiettori, mancata applicazione delle linee guida sull’aborto farmacologico nei consultori, mancata formazione del personale, mancato ritiro dei finanziamenti a sigle antiabortiste, mancata somministrazione delle pillole abortive in accesso unico.


 


È quanto contestano alla Regione Toscana alcune organizzazioni, che domani si riuniranno in presidio di protesta a Firenze, in piazza Duomo ore 15-18. Il presidio è promosso dal Coordinamento Donne Cgil, Coordinamento 194, Libere Tutte – Firenze, Laboratorio per la Laicità, Il Giardino dei Ciliegi, Non Una di Meno, con l’adesione della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn.

“La salute non è solo assenza di Covid”, sottolinea in una nota Barbara Orlandi, Coordinamento Donne Cgil Toscana, per la quale “nel quadro di assoluta incertezza scientifica e annaspamento sanitario, è opportuno guardare anche alla vita reale, a quella che non fa sparire malattie mortali, a quella che prevede una prevenzione e cura della salute, a quella che dovrebbe prevedere l’attenzione alla medica di genere che da anni si enuncia e mai si è praticata. Quindi, tocca sempre a noi occuparsi e preoccuparsi dei corpi delle donne. Tocca denunciare e affrontare il tema dell’Interruzione Volontaria di Gravidanza che riguarda soprattutto le Istituzioni Regionali, titolari dell’applicazione delle norme e dei monitoraggi applicativi”.

In particolare, secondo Orlandi, la Regione Toscana si dimostra “inadempiente”: “Sull’applicazione delle Linee Guida del Ministero della Salute (agosto 2020) riguardo alla somministrazione della RU486 (farmaco abortivo) presso strutture pubbliche ambulatoriali e consultori adeguatamente attrezzati; non ha monitorato il numero dei medici obiettori fino ad escludere intere strutture dalla pratica dell’ IVG, non ha saputo tutelare i medici non obiettori costringendoli all’unico servizio abortivo e relegandoli a funzioni tali da non prevederne crescita professionale; e non ha aggiornato, come altre Regioni, la somministrazione della pillola abortiva in un unico accesso (modalità che può essere scelta, senza esclude le prassi già consolidate)”.

“Dobbiamo farci carico – prosegue Orlandi – di una inspiegabile involuzione di una Regione che si era dimostrata attenta e lungimirante, tanto da immettere l’uso della RU486 primi in Italia e poi rovinosamente rimasta arretrata e incurante anche delle richieste che si sono avanzate ripetutamente da parte di tante Associazione di Donne che nel tempo hanno collaborato fattivamente. Resta quindi doveroso, da parte nostra, tutelare la salute e i diritti delle donne e denunciare le inadempienze della Regione Toscana”.

Il presidio di protesta del 18 gennaio servirà, dunque, “a richiamare e pretendere attenzione”.

17 Gennaio 2022

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