Liguria. Cittadinanzattiva: “Cura dimagrante per la sanità. Dal 2000 tagliato il 13% dei posti letto”

Liguria. Cittadinanzattiva: “Cura dimagrante per la sanità. Dal 2000 tagliato il 13% dei posti letto”

Liguria. Cittadinanzattiva: “Cura dimagrante per la sanità. Dal 2000 tagliato il 13% dei posti letto”
Il dato è stato rilevato durante la tappa genovese del tour ‘Sono malato anch’io. La mia salute è un bene di tutti’. Aumentati i costi a carico dei cittadini liguri: per i ticket la spesa privata è passata dai 36 milioni del 2008 ai 46 milioni del 2012, con un incremento del 13,4% fra 2011 e 2012; analogamente, per l’intramoenia gli utenti hanno sborsato, nel 2012, 40 milioni di euro.

“Il servizio sanitario ligure ha subito una cura dimagrante con effetti deleteri sui diritti dei cittadini: liste di attesa troppo lunghe e ticket insostenibili spingono di fatto le persone a rivolgersi al privato, con costi ormai insostenibili per le loro tasche”, nelle parole di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, la “diagnosi” del servizio sanitario in Liguria emerso dai due giorni della tappa genovese del tour ‘Sono malato anch’io. La mia salute è un bene di tutti’, tenutasi il 17 e 18 giugno.

“Una signora, rivoltasi al nostro punto informativo allestito in piazza a Genova, ci ha raccontato che per avere una diagnosi di tumore al colon retto ha dovuto spendere di tasca propria 900 euro. I cittadini liguri hanno subito l’effetto dei tagli”.
 
Cittadinanzattiva segnala che tra il 2000 e il 2013 i posti letto in Liguria hanno subito un taglio del 30%; la spesa per il personale sanitario è diminuita del 2,9% nel 2012. E l’assistenza territoriale, dal canto suo, non è stata rafforzata: ad esempio la percentuale di anziani tratti in ADi (assistenza domiciliare integrata) è calata dal 3,76% del 2011 al 3,5% del 2012 (rispetto all'indicazione nazionale fissata nel 4%). Sono aumentati i costi a carico dei cittadini: per i ticket la spesa privata è passata dai 36 milioni del 2008 ai 46 milioni del 2012, con un incremento del 13,4% fra 2011 e 2012; analogamente, per l’intramoenia i cittadini liguri hanno sborsato, nel 2012, 40 milioni di euro.
 
Emerge inoltre che, sul fronte della prevenzione, insieme a Sicilia, Calabria ed Abruzzo, la Liguria è fanalino di coda sui livelli di adesione dei cittadini agli screening per cancro alla mammella, alla cervice uterina e al colon retto. E se è vero che tra 2000 e 2011 è diminuito del 13,2% l’accesso al pronto soccorso e del 6,6% i ricoveri conseguenti ad esso, resta una situazione di emergenza: barelle ferme, giorni di attesa per avere un ricovero, rischio infettivo e violazione della privacy a causa del sovraffollamento nei pronto soccorso. Le buone pratiche messe in campo, dal canto loro, sono a macchia di leopardo e poco conosciute dai cittadini.

“Chiediamo alla Regione di avviare un percorso partecipato di riorganizzazione dei servizi – a livello territoriale, ospedaliero e della emergenza-urgenza – che sia svolta in maniera sinergica e contemporanea e con una copertura uniforme sul territorio per ridefinire l’offerta a partire dal nuovo regolamento degli standard ospedalieri”, afferma Rita Hervatin, coordinatore regionale del Tribunale per i diritti del malato. “La priorità è sicuramente lavorare sui tempi di attesa e vietare il blocco delle liste, perché i cittadini abbiano accesso ai servizi in tempi certi e senza oneri aggiuntivi se sono costretti a rivolgersi al canale intramurario. Inoltre, è fondamentale lavorare per l’empowerment dei cittadini, non solo promuovendo l’educazione sanitaria e i corretti stili di vita, ma cominciando ad informarli su tutti i servizi loro offerti”.

19 Giugno 2015

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