Con DGR 626 del 04 giugno 2024, la Regione del Veneto ha approvato il piano regionale di governo delle liste d’attesa, con l’intenzione di garantire a tutti i cittadini tempi di accesso alle prestazioni sanitarie certe ed adeguate alla situazione clinica e questo. La disdetta effettiva per visite ed esami passa quindi dai precedenti tre giorni lavorativi ai quattro giorni lavorativi. E se l’utente non si presenta il giorno previsto per l’erogazione della prestazione, senza aver dato idonea disdetta (quattro giorni lavorativi) fatti salvi i casi di forza maggiore, (non specificati quali), è tenuto al pagamento della prestazione anche se esente del ticket.
Il calcolo dei giorni lavorativi, si intendono i giorni dal lunedì al venerdì, esclusi sabati, domeniche e festività nazionali e patronali. Quindi, se ad esempio la prestazione è calendarizzata per il venerdì, la disdetta dovrà essere comunicata entro il lunedì precedente; se la visita o l’esame è fissato per il lunedì, sarà necessario disdire entro il martedì precedente.
Calcoli, se non ben capiti o conosciuti, potrebbero diventare facilmente mal interpretati, come teme la segretaria generale Fnp Veneto, per i pensionati Cisl, proprio per il motivo dell’interpretazione e conoscenza da parte delle persone anziane.
“Anche se comprendiamo che spostare indietro la scadenza per comunicare la cancellazione di un appuntamento aiuta il sistema sociosanitario regionale a occupare meglio gli spazi lasciati altrimenti vuoti, siamo preoccupati per gli effetti che questo cambio potrà avere – spiega Tina Cupani, segretaria generale Fnp Veneto, i pensionati Cisl – considerato che statisticamente sono le persone molto anziane e fragili quelle che più richiedono prestazioni, e spesso sono proprio loro a “perdersi”, in particolare quelle che non possono contare su un pieno sostegno familiare o non sono abituate alle tecnologie”.
“Tuttavia, un preavviso minimo di quattro giorni lavorativi significa dover comunicare la cancellazione di una visita anche una settimana prima. Le Ulss sono tenute a ricordare all’utente la sua prenotazione con un promemoria da inviare almeno 6 giorni prima, con sistemi di messaggistica “analogici o digitali”, ma non ci può essere certezza di lettura soprattutto se il destinatario è anziano e non ha molta dimestichezza con il cellulare. Conoscendo la realtà che rappresentiamo, chiediamo di valutare insieme alla Regione Veneto tempistiche o modalità alternative universali per tutte le Ulss, affinché nessuno venga penalizzato eccessivamente”. Conclude Cupani.
Endrius Salvalaggio