Liste d’attesa. Magi (Omceo Roma): “Bene il piano della Regione, ma fondi siano strutturali” 

Liste d’attesa. Magi (Omceo Roma): “Bene il piano della Regione, ma fondi siano strutturali” 

Liste d’attesa. Magi (Omceo Roma): “Bene il piano della Regione, ma fondi siano strutturali” 
Il piano di Zingaretti e D’Amato “è sicuramente positivo” ma occorre “risolvere una volta per tutte la problematica in modo definitivo. Si ridurrà il numero delle attese, però finiti i soldi si ricomincerà di nuovo”. Occorrono quindi “nuove assunzioni negli ospedali e un aumento delle ore di specialistica ambulatoriale convenzionata interna”. Le case e gli ospedali di comunità “vanno riempite con il personale”.

“Il piano di recupero delle liste d’attesa presentato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dall’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, è sicuramente positivo. Bisognerebbe però fare in modo che questi fondi destinati una tantum divenissero invece strutturali, e quindi risolvere una volta per tutte la problematica in modo definitivo. Adesso si ridurrà il numero delle attese, poi però finiti i soldi si ricomincerà di nuovo”. Così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, commenta il Piano straordinario per abbattere le liste di attesa della Regione Lazio, che prevede un impegno straordinario di spesa a favore delle Aziende sanitarie e ospedaliere di 47.970.518 euro.

“Spero- prosegue- che la politica, anche regionale, metta in campo provvedimenti che permettano di risolvere una volta per tutte e in maniera definitiva e strutturale questo problema. Mi riferisco a nuove assunzioni negli ospedali, a un aumento di ore della specialistica ambulatoriale convenzionata interna, ma anche con l’utilizzo delle strutture accreditate, che fanno parte del sistema”.

“Però- tiene a sottolineare il presidente dell’Omceo Roma- dobbiamo pensare che abbiamo un Pnrr con tanti soldi destinati alle Case di comunità, agli ospedali di comunità e queste strutture vanno riempite con il personale. E il personale che noi possiamo avere sono proprio gli specialisti convenzionati interni oltre alle altre professionalità sanitarie. Quindi se non aumentiamo strutturalmente l’offerta e non aumentiamo il numero di specialisti avremo vere e proprie cattedrali nel deserto, per le quali ci saremo anche indebitati. Voglio infatti ricordare che i fondi del Pnrr sono in conto capitale e vanno restituiti”.

Secondo Magi, quindi, “è necessario che entro fine legislatura, invece di palliativi una tantum, ci sia un piano organizzativo definitivo e strutturale, anche per applicare il Pnrr con i fondi stanziati già destinati. Ogni Asl del Lazio, infatti, ha già stanziati i fondi per le Case e per gli ospedali di comunità che, ripeto, vanno riempiti con il personale e non solo con attrezzature. Personale che, lo ricordo, sta andando in pensione sempre in numero maggiore senza che venga sostituito ed incrementato”.

01 Luglio 2022

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