Liste d’attesa. Polemiche sui ritardi della Giunta sugli interventi per ridurle

Liste d’attesa. Polemiche sui ritardi della Giunta sugli interventi per ridurle

Liste d’attesa. Polemiche sui ritardi della Giunta sugli interventi per ridurle
Tempi infiniti per visite, risonanze , TAC ed altri esami diagnostici. Lai e Ganau tuonano sulla mancata distribuzione degli annunciati 8 milioni di euro per i piani della specialistica ambulatoriale e dei 7 milioni non spesi nel pubblico da destinare alla sanità convenzionata. Sanna (AcliSalute) e Turini (Assoconfam): “Sono soprattutto gli anziani e le persone più povere a rinunciare alle cure, in particolare nel centro-nord Sardegna, dove per alcune visite specialistiche si rimanda a fine anno o addirittura al 2024.”

In Sardegna esplode la polemica sull’abbattimento delle liste di attesa. Sembrerebbero esserci significative difficoltà nel prenotare visite, risonanze e TAC, ed altri esami importanti diagnostici. A sollevare il problema, secondo quanto si apprende dalla stampa locale, sono stati il deputato del Pd, Silvio Lai, il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ed i presidenti delle associazioni sarde di AcliSalute, Salvatore Sanna, e di Assoconfam aps, Luciano Turini.

Lai e Ganau contestano il ritardo degli interventi previsti dalla Giunta in merito all’abbattimento delle liste di attesa, per i quali sarebbero stati stanziati 8 milioni di euro per i piani della specialistica ambulatoriale, come annunciato nel mese di settembre 2022 dal governatore, Christian Solinas, e dall’ex assessore alla Sanità, Mario Nieddu, nonché 7 milioni di euro non spesi dalle aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche di cui aveva parlato nel mese di dicembre l’assessore alla Sanità, Carlo Doria, da destinare alla sanità convenzionata.

A stretto giro sollevano le criticità sulle tempistiche infinite degli esami diagnostici anche i presidenti di AcliSalute e di Assoconfam aps. Sanna e Turini, in una nota della quale è stato messo a conoscenza anche il nostro giornale, spiegano: “Sono soprattutto gli anziani e le persone più povere a rinunciare alle cure mediche, in particolare nel centro-nord Sardegna, dove prenotare una visita cardiologica, un’eco-cardiografia, una TAC o una risonanza, o qualsiasi altra visita specialistica o indagine diagnostica, viene rimandato a novembre, a dicembre o addirittura al 2024, a causa della mancanza di disponibilità nelle agende.”

“La situazione è decisamente preoccupante – aggiungono Sanna e Turini – e sono anche i genitori di bambini con patologie dello spettro autistico a segnalare come le visite con un neuropsichiatra infantile siano rinviate molto spesso al 2024, costringendo a costose visite private per ottenere i piani di trattamento. Tutto ciò avviene proprio mentre in tutta Italia si celebrava solo pochi giorni fa la Giornata Nazionale dell’Autismo, con il presidente Mattarella che visitava il locale PizzAut.”

“Segnaliamo ancora una volta che a soffrire in particolare è il centro-nord Sardegna – sottolineano i presidenti delle associazioni -, dove la difficile situazione di molti reparti ospedalieri, da Sassari ad Alghero ad Ozieri, è ampiamente conosciuta ma senza che si intravvedano segnali di miglioramento. A questo si aggiunge il fatto che la disponibilità di strutture private convenzionate con la regione è molto limitata rispetto al Sud Sardegna, con una disponibilità pro-capite del 10% rispetto a Cagliari, Sulcis e al Medio Campidano. È del tutto evidente che se i tempi delle liste di attesa sono già inaccettabili nel Sud Sardegna, quelle del Centro Nord Sardegna sono fuori legge e anti Costituzionali.”

“Gli 8 milioni di euro annunciati a settembre dello scorso anno dalla Regione per contrastare le liste di attesa – proseguono Sanna e Turini – avrebbero dovuto riequilibrare il divario territoriale più volte denunciato e che nello scorso anno è però rimasto senza soluzione. Nel 2021 erano stati distribuiti in maniera proporzionale alla popolazione circa 2 milioni di euro. Quest’anno invece dopo quattro mesi non si vede traccia della ridistribuzione e dunque chiediamo con forza alla Regione di fare in fretta e bene e di distribuirli rapidamente nel pubblico e nel privato convenzionato, in misura proporzionale alla popolazione, riequilibrando il gravissimo divario territoriale presente. Colpisce, inoltre, leggere nelle statistiche pubblicate dalla Regione per dimostrare l’applicazione del piano nazionale contro le liste di attesa, l’irreale dato dei 10 giorni di attesa per la quasi totalità delle prestazioni sanitarie. La realtà purtroppo è ben diversa e viene mostrata chiaramente a chiunque si colleghi al CUP, ricevendo risposte con tempi di attesa di gran lunga superiori. Per cui, delle due l’una: o sono false le statistiche o il CUP non fissa gli appuntamenti come dovrebbe.”

“In definitiva – concludono i presidenti di AcliSalute e di Assoconfam aps -, noi pensiamo che si debba risolvere il problema delle liste di attesa in maniera strutturale, perché la salute non può essere distribuita sulla base della spesa storica. Ma se non si ha il coraggio di fare un’azione che dia risultati positivi nel medio lungo periodo, almeno si intervenga nell’immediato con le risorse disponibili. Ricordiamo che uno degli elementi che trattiene le persone nel proprio territorio e ne evita l’emigrazione all’interno o fuori dall’isola è la qualità e la quantità di offerta di servizi sanitari disponibili. Non si può denunciare lo spopolamento e la migrazione dei giovani senza assumersi la responsabilità su quello che si fa in sanità.”

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

07 Aprile 2023

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