Lo Smi non aderisce all’accordo 118/Asur Marche

Lo Smi non aderisce all’accordo 118/Asur Marche

Lo Smi non aderisce all’accordo 118/Asur Marche
Alla base del rifiuto un articolo dell’accordo che disciplina l’attività del medico 118 in Pronto soccorso durante lo stazionamento libero da attività sul territorio che introdurrebbe “un elemento di disturbo tra medico e paziente”. Ricci: “Tuteliamo la dignità professionale dei medici del 118 e il diritto alla salute di tutti i cittadini marchigiani”

“Si è svolto l’ultimo incontro tra sindacati rappresentanti dei medici 118 convenzionati e l’Asur Marche; l’appuntamento è stato necessario a seguito del fatto che l’accordo è stato già firmato da Fimmg e Snami, mentre lo Smi si è rifiutato di sottoscriverlo”.
 
Così Giovanbattista Ricci, Responsabile dello Smi per l’Emergenza Sanitaria Territoriale Convenzionata Marche che ha spiegato i motivi dell’opposizione all’Accordo.
 
“La causa risiede, essenzialmente, nei contenuti di un articolo dell’accordo che disciplina l’attività del medico 118 in Pronto soccorso durante lo stazionamento libero da attività sul territorio (durante lo standby). Si arriva al paradosso che per questa modalità lavorativa la retribuzione del medico è calcolata con un compenso per ogni singolo paziente visitato – continua il sindacalista – questa norma introduce, a nostro modo di vedere, un elemento di disturbo tra medico e paziente, in quanto appare intuibile come il medico che si trovi in tale condizione possa essere spinto a privilegiare la quantità di visite a discapito della qualità della prestazione. Questa disposizione non tiene conto dei reali bisogni di salute dei cittadini”.
 
Per questo motivo lo Smi si oppone a tale accordo: “I medici dello Smi intendono sospendere ogni di ogni forma di attività in Pronto Soccorso, Punti di Primo Intervento e Punti di Assistenza Territoriale dando, come prevede la legge, un adeguato preavviso alle rispettive direzioni sanitarie. Tuteliamo la dignità professionale dei medici del 118 e il diritto alla salute di tutti i cittadini marchigiani – conclude Ricci – evitando accordi regionali che possano favorire una logica privatistica con la remunerazione a singola prestazione dei medici convenzionati del 118”.

04 Aprile 2019

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