Lombardia. Al San Paolo di Milano la prima “Smile House” italiana

Lombardia. Al San Paolo di Milano la prima “Smile House” italiana

Lombardia. Al San Paolo di Milano la prima “Smile House” italiana
La struttura, nata su iniziativa della Fondazione Operation Smile Italia, si occuperà dei piccoli pazienti con malformazioni congenite maxillo-facciali, in particolare con labio-palatoschisi, dalla fase preoperatoria a quella operatoria, per proseguire con la riabilitazione postoperatoria con sedute di logopedia, ortodonzia e qualsiasi altro supporto medico risulti necessario.

Si è inaugurata ieri all’ospedale San Paolo di Milano, alla presenza del governatore, Roberto Formigoni, e dell’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, l'attività della prima 'Smile House' in Italia. La struttura creata grazie all’iniziativa della Fondazione Operation Smile Italia che si occuperà di tutti quei piccoli pazienti con malformazioni congenite maxillo-facciali, in particolare con labio-palatoschisi, dalla fase preoperatoria a quella operatoria, per proseguire con la riabilitazione postoperatoria con sedute di logopedia, ortodonzia e qualsiasi altro supporto medico necessario. Il Centro, operativo tutti i giorni dalle 9.00 alle 14.00, è composto da 6 vani, una sala d'attesa e gioco per i piccoli pazienti, una stanza dedicata alla logopedia e una stanza per l'ortodonzia, una stanza per la segreteria e direzione, un laboratorio odontotecnico e una stanza per i medici e i volontari.

"Si tratta di una operazione straordinaria – ha commentato Formigoni – che manda un messaggio positivo ai cittadini e allo stesso mondo della sanità e degli operatori. Questo importante risultato lo si deve alla collaborazione forte tra Regione Lombardia, gli ospedali, come in questo caso il San Paolo, e il mondo degli operatori privati e delle fondazioni, che danno un contributo essenziale". "Un altro elemento fondamentale – ha aggiunto – è quello della formazione, importante tanto quanto la cura e l'assistenza, che verrà offerta al personale dei Paesi più in difficoltà di noi".
Entusiasta per l’iniziativa anche l’assessore Bresciani, che nel corso della cerimonia di inaugurazione ha spiegato come "i principi su cui si fonda la dinamica sanitaria e sociale che permette questo tipo di realizzazione riguardano in particolare la continuità delle cure e il concetto di rete tra ospedali e tra università. Da ricordare – ha concluso – anche il contributo fondamentale offerto dal mondo del volontariato".

13 Settembre 2011

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