Lombardia. Bresciani: “Fornitori pagati entro 60 giorni”

Lombardia. Bresciani: “Fornitori pagati entro 60 giorni”

Lombardia. Bresciani: “Fornitori pagati entro 60 giorni”
Sono state già oltre 3 milioni le fatture pagate con questa tempistica, mentre, in altre Regioni, i tempi necessari al pagamento raggiungono anche i 750-900 giorni. A ricordarlo è stato l’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, che ha parlato della “necessità di nuove regole per evitare che vengano 'soffiate' delle risorse dal sistema del finanziamento globale”.

La Lombardia ha raggiunto quest'anno l'obiettivo di pagare i fornitori del servizio sanitario in 60 giorni. Ben oltre 3 milioni di fatture sono state pagate con questa tempistica. A ricordarlo è stato l'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, in occasione della decima edizione del convegno, promosso da Finlombarda, 'Finanza e Sanità'.
"Ci sono – ha spiegato Bresciani – altre Regioni italiane che pagano a 900 e 750 giorni. Evidentemente siamo di fronte a realtà molto diverse che operano con obiettivi diversi. Un'azienda pagata a 900 giorni in una certa Regione trova sicuramente delle condizioni contrattuali molto differenti da quelle della Lombardia, che con il suo sistema spende meno. Credo siano necessarie nuove regole – ha aggiunto – per evitare che vengano 'soffiate' delle risorse dal sistema del finanziamento globale. Ci sono tre o quattro Regioni che non fanno nulla per contenere i costi".
Bresciani ha poi toccato il tema del miglioramento della qualità del sistema e ha ricordato la realizzazione in Lombardia, grazie anche al project financing, di 6 nuovi ospedali e di 650 opere di ristrutturazione, visto che "il punto di partenza non può che essere l'ammodernamento delle strutture".
Da un punto di vista organizzativo, l'assessore ha centrato posto l'acento sulla cura dei pazienti cronici, sottolineando la necessità di sviluppare di più la telemedicina (sul fronte delle cure domiciliari) e ricordando come in Lombardia si stia sperimentando un modello che vede il potenziamento della strutture territoriali di primo e secondo livello (con la creazione di posti letto per le cure sub-acute) e la nascita, sempre in via sperimentale dei Creg (Chronic Related Group): attraverso una quota di risorse stabilita in anticipo devono essere garantiti con continuità ai pazienti tutti i servizi extraospedalieri necessari per una buona gestione della patologia cronica (prevenzione secondaria, follow up, monitoraggio persistenza terapeutica, specialistica ambulatoriale, protesica, farmaceutica). 
 "In questo modo – ha concluso – il sistema può essere paragonato a un polipo con la testa tecnologica nell'ospedale per acuti e i bracci operativi con le funzioni territoriali".
 

01 Luglio 2011

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