Macerata. Ostetrica rifiuta il vaccino, l’ospedale la licenzia. Il Dg: “Scelta difficile, ma ci sono disposizioni e vanno rispettate”

Macerata. Ostetrica rifiuta il vaccino, l’ospedale la licenzia. Il Dg: “Scelta difficile, ma ci sono disposizioni e vanno rispettate”

Macerata. Ostetrica rifiuta il vaccino, l’ospedale la licenzia. Il Dg: “Scelta difficile, ma ci sono disposizioni e vanno rispettate”
La professionista è stata più volte inviatata a regolarizzare la sua posizione, ma ha sempre rifiutato di vaccinarsi. “Licenziarla non è stata una decisione presa a cuor leggero, né una mia presa di posizione ideologica o una intimidazione verso il personale dell'ospedale. Ma le regole vanno rispettate, anche perché servono a tutelare i pazienti”, spiega al nostro giornale Alessandro Maccioni, Dg dell’Area Vasta 3

Licenziamento una ostetrica dell’ospedale di Macerata che, assegnata a un reparto a rischio, non si è adeguata all’ordine di servizio che prescriveva la vaccinazione. A riferire la vicenda è il Corriere Adriatico, spiegando che il direttore generale dell’Area Vasta 3 dell’Asur, Alessandro Maccioni, ha firmato la determina che dispone l’interruzione del rapporto di lavoro adducendo come motivazione proprio il rifiuto di vaccinarsi, dunque il mancato rispetto di una condizione richiesta per lo svolgimento del lavoro.
 
“Dispiace che sia andata a finire così, ma la questione andava avanti da mesi e più volte ci sono stati incontri per invitare l'ostetrica a regolarizzare la sua posizione secondo quanto indicato dal Piano vaccinale nazionale, dalle disposizioni della Regione e del regolamento dell'Azienda regionale unica delle Marche, che prevede la vaccinazione obbligatoria per il personale di determinati reparti ritenuti più a rischio, come quello di Ostetricia e Ginecologia”, spiega la nostro giornale Maccioni.
 
L'ostetrica non vaccinata è stata identificata nel corso delle ricognizioni sullo stato vaccinale del personale che gli ospedali marchigiani stanno effettuando su indicazione dell'Asur. A Macerata, ci riferisce il Dg, sono emersi altri 3 casi non in regola ma, precisa Maccioni, “si tratta di persone che hanno motivato il loro ritardo alla vaccinazione e che ora sono state invitate a mettersi in regola nei tempi previsti e tenuto conto delle loro condizioni di salute. Ma sia chiaro, chi avrà posizioni intransigenti come quelle dell'ostetrica, subirà lo stesso provvedimento”.
 
“Non si tratta di una mia posizione ideologica in quanto favorevole ai vaccini, né di intimidazione verso il personale dell'ospedale. Si tratta di far rispettare le regole e di garantire la salute dei pazienti”, chiarisce il Dg. “Siamo disposti ad essere un po' flessibili sui tempi, ma non sull'obbligo. Ne vale la salute dei cittadini, che è un diritto garantito dalla Costituzione. E come posso garantire la tutela della salute dei cittadini se permetto a un'ostetrica non vaccinata di stare in reparto, con il rischio che contagi un neonato o una donna in gravidanza? Non possiamo consentire queste cose e permettere di esporre i pazienti a tali rischi”.
 
Il Dg spiega anche perché i vertici aziendali hanno optato per il licenziamento anziché pensare a un ricollocamento della dipendente in un altro ruolo non a contatto con i pazienti. “Se l'ostetrica avesse avuto ragioni di salute o impedimenti importanti per la mancata vaccinazione, avrebbe trovato tutta la nostra disponibilità. Ma non presentava alcun oggettivo impedimento a svolgere il suo lavoro, se non la personale decisione di non rispettare il regolamento ospedaliero in materia di obbligo vaccinale del personale sanitario”. Maccioni chiarisce di non essere un medico né un professionista sanitario, “ma ho la responsabilità di amministrare l'ospedale e di farlo nel modo migliore”. Il Dg spiega quindi che per valutare il caso dell'ostetrica sono stati chiamati il medico competente e l'ispettore sanitario, che hanno garantito l'idoneità dell'ostetrica a lavorare in reparto a condizione che si sottoponesse alla vaccinazione e non hanno riscontrato nessun motivo di salute che impedisse la vaccinazione. “Come ho detto, questa vicenda si è trascinata per mesi e mesi. Purtroppo non siamo riusciti a convincerla a rispettare le disposizioni previste, ma è stata una sua scelta. Il licenziamento è stata una conseguenza e, mi creda, sono molto dispiaciuto che sia finita così”.
 
Lucia Conti

Lucia Conti

15 Novembre 2018

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