Maltrattamenti. All’Aou Sant’Andrea di Roma 490 accessi dal 2020 al Percorso dedicato, 41 erano minori

Maltrattamenti. All’Aou Sant’Andrea di Roma 490 accessi dal 2020 al Percorso dedicato, 41 erano minori

Maltrattamenti. All’Aou Sant’Andrea di Roma 490 accessi dal 2020 al Percorso dedicato, 41 erano minori
Nei primi sei mesi del 2025 gli accessi sono stati 80. Il Percorso è nato nel 2018. L’81,5% degli accessi riguarda le donne. Il 72,2% riferisce litigi, poco più del 5% degli eventi è correlato a uso di sostanze o si tratta di aggressioni a scopo sessuale. Il 76,2% delle vittime all’arrivo accetta la procedura del Codice Rosa, ma solo poco più della metà la completa. Dei 41 minori 23 erano femmine e a perpetrare la violenza nel 70,8% dei casi sono i genitori.

Dal 2020 ha prestato ascolto e sostegno a 490 persone, di cui 449 adulti e 41 minori. Nel 2024 sono stati oltre 135 gli accessi e nei primi sei mesi di quest’anno 80. Questi i principali numeri del Percorso per vittime di abusi e violenze dell’Azienda ospedaliero – universitaria Sant’Andrea di Roma senza differenza di genere e di sesso, che grazie alla formazione e alla sensibilità degli operatori sanitari del Pronto Soccorso e a un pool multidisciplinare di professionisti guidati dalla referente, Marzietta Montesano, mettono a disposizione un servizio sempre pronto ad intervenire nella gestione di situazioni importanti e delicate.

Il Percorso è nato nel 2018 per garantire, in particolare nel Pronto Soccorso, l’aiuto necessario a chi è vittima di violenza fisica e psicologica, prestando attenzione alle persone più deboli e fragili, senza distinzione di età o genere discriminate o sopraffatte che denunciano situazioni di pericolo e che hanno bisogno di supporto. La rete per i soggetti vulnerabili viene attivata quando l’operatore sanitario riconosce i segni del possibile maltrattamento, assegnando così il Codice Rosa identificativo della tipologia e necessità di intervento, che si aggiunge ai codici già esistenti per l’identificazione dei casi clinici che giungono nella struttura sanitaria.

Da una precisa raccolta dati redatta dal Prof. Maurizio Pompili, Direttore della UOC di Psichiatria dell’Azienda ospedaliero – universitaria Sant’Andrea, è emerso che il 67% degli accessi registrati in PS per codice rosa ci era già stato.

I numeri dicono anche che dei 490 accessi totali dal 2020 ci sono 449 adulti e che l’81,5% sono donne e 18,5% sono uomini. Il 20% dei pazienti ha tra i 18 e i 30 anni, il 44.5% ha tra i 31 e 49 anni e il restante 35% supera i 50 anni. L’atto violento è avvenuto nel 66,1% dei casi presso il domicilio della vittima e solo nel 39,2% dei casi in presenza di testimoni. Tra le motivazioni il 72,2% riferisce litigi, e solo poco più del 5% degli eventi è correlato a uso di sostanze o si tratta di aggressioni a scopo sessuale. Il 76,2% delle vittime all’arrivo accetta la procedura del Codice Rosa, ma solo poco più della metà la completa. Infine, viene avviato un percorso ospedaliero solo nel 15,9% dei casi. Alle dimissioni, nella maggior parte delle situazioni si riesce ad ottenere un orientamento ai servizi extraospedalieri quali centri antiviolenza e strutture protette.

Dei 41 minori 23 sono femmine e 18 maschi. Con un’età media di 11 anni e quasi tutti provengono dall’Italia (il 95,1%). A perpetrare la violenza nel 70,8% dei casi sono i genitori stessi.

Oltre al personale sanitario di tutto Ospedale, che viene chiamato a supporto in base alle esigenze dei singoli casi, e in particolare del PS, è un pool di specialisti a prendersi cura delle vittime, non solo, ma anche di chi le assiste. Nello specifico il team è composto da un avvocato (dedicato al supporto degli operatori), un medico legale, uno psicologo, un medico emergenzista, un infermiere, un pediatra, un ginecologo, uno psichiatra, un assistente sociale, un bed manager e un referente della Direzione Sanitaria, personale sanitario e sociosanitario altamente formato.

“I numeri dell’attività del Percorso testimoniano l’importanza di quello che è e resta un presidio strategico nella capacità di accoglienza di chi è vittima di discriminazione o violenza. Il nostro ospedale è in grado di fornire tutto il supporto necessario grazie ad un’attività multidisciplinare capace di prendersi cura della persona nelle sue necessità di tutela fisiche e psicologiche, rispondendo in tempo reale alle quattro esigenze principali nell’approccio ad una violenza. Tempestività di intervento, empatia, riservatezza e messa in protezione sono cardini intorno ai quali ruota la volontà della presunta vittima di aprirsi e chiedere aiuto. La presenza delle Forze dell’Ordine, in un presidio fisso all’interno del PS, e del Servizio di vigilanza rappresenta un grande supporto al lavoro svolto dal personale sanitario”, spiega Marzietta Montesano, referente del Percorso per vittime di abusi e violenze dell’Azienda ospedaliero – universitaria Sant’Andrea di Roma e membro della rete nazionale Codice Rosa.

“Un lavoro sul quale da sempre ci sono la sensibilità e l’impegno delle Istituzioni nazionali e regionali che di fatto coordinano sul territorio una cabina di regia impegnata a garantire assistenza non solo fisica e psicologica alle presunte vittime, ma anche pratica e logistica assistendole nei percorsi legali e in ogni necessità operativa. Una grande attenzione per un problema, come quello della violenza, sul quale non bisogna mai spegnere i riflettori dell’attenzione generale”, conclude Montesano.

11 Luglio 2025

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