Manovra sanità. Chiamparino: “Vicini all’Intesa e con tagli più leggeri per la farmaceutica. Ma per l’anno prossimo tutto da rivedere”

Manovra sanità. Chiamparino: “Vicini all’Intesa e con tagli più leggeri per la farmaceutica. Ma per l’anno prossimo tutto da rivedere”

Manovra sanità. Chiamparino: “Vicini all’Intesa e con tagli più leggeri per la farmaceutica. Ma per l’anno prossimo tutto da rivedere”
Potrebbe arrivare il 2 luglio la tanto attesa intesa Stato Regioni sui 2,315 mld alla sanità. Ad annunciarlo, il presidente della Conferenza delle Regioni che conferma le proprie dimissioni dopo il turno elettorale del 31 maggio scorso e che saranno formalizzate sempre il 2 luglio: “Stiamo lavorando facendo di necessità virtù. Più collaborativi di così mi sembra difficile”

Potrebbe entrare in porto il prossimo 2 luglio l’Intesa che porterà al taglio di 2,315 mld per la sanità. E con qualche novità per la farmaceutica: la scure dei tagli dovrebbe essere più leggera del previsto.
La quadra sembrerebbe quindi essere stata raggiunta. Ma a un patto: che la partita sia completamente ridiscussa per quanto riguarda il 2016.
Sono queste in sintesi le novità annunciate dal presidente delle Regioni Sergio Chiamparino, oggi al termine della conferenza dei Presidenti che ha confermato la sua peraltro già ventilata, ferma intenzione a rassegnare le dimissioni “per ragioni di galateo e regolamentari”, dichiarandosi comunque pronto a rinnovare il mandato se i colleghi lo chiederanno e “sulla base di una discussione politica e di un mandato politico  istituzionale forte”. Dimissioni che saranno formalizzate sempre il prossimo 2 luglio, giornata che si prospetta quindi molto intensa
 
Ma veniamo alla partita dei tagli
. La cosa certa è che tecnici e ministero hanno continuato a lavorare alla stesura di un nuovo testo, che porterebbe a un alleggerimento dei tagli per la farmaceutica (secondo quanto previsto nelle bozze circolate nei mesi scorsi l’ammontare del risparmio per la farmaceutica ospedaliera e territoriale era stimato in 400 milioni di euro su base annua e, pertanto, per il 2015 in circa 200 milioni di euro). Un testo che potrebbe conciliare le esigenze sia del Governo che delle Regioni ma, ha specificato il presidente,con una conditio sine qua non: “che questi tagli sulla sanità siano rivisti nel 2016 anche alla luce del carico che viene dai farmaci salvavita, pari a 400 milioni: è come se i tagli fossero di 2,7 miliardi”.
 
“Stiamo lavorando facendo di necessità virtù – ha detto Chiamparino – in via tecnica non siamo quindi distanti da una Intesa anche sulla parte complessa della farmaceutica, riducendo a non moltissimi milioni il taglio a carico della farmaceutica, ma l’intesa va fatta: anche perché l’Intesa dovesse slittare ancora, perderebbe efficacia. Più collaborativi di così mi sembra difficile”.
Anche perché ha ricordato Chiamparino, i tagli al Fondo sanitario erano già stati per loro una bella mazzata. “I tagli di quest'anno al Fondo sanitario non vanno bene– ha spiegato – avevamo chiesto un miliardo di tagli in meno, ma possiamo cercare di farceli andare bene a condizione che si faccia l'intesa con quelle modalità previste e ci sia l'impegno a non toccare lo stanziamento pluriennale”.
 
Chiamparino si prepara quindi a una partita, ma intende farlo, forte di un mandato politico istituzionale forte. “Il 2 luglio formalizzerò le mie dimissioni da presidente della Conferenza delle Regioni – ha spiegato – lo farò per ragioni di galateo, visto che si è votato in sette regioni, e regolamentare perché il presidente deve essere eletto con il vice presidente, e Stefano Caldoro non è stato riconfermato in Campania. Il 30 luglio saranno quindi  eletti i nuovi vertici della Conferenza: presidente, vice presidente e i responsabili delle commissioni. Sono anche disponibile a ricevere un nuovo mandato – ha quindi concluso – ma sulla base di una discussione politica e di un mandato politico istituzionale forte”.

18 Giugno 2015

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