Medicina Democratica: “La salute non è in vendita”, due presidi a Milano contro la privatizzazione 

Medicina Democratica: “La salute non è in vendita”, due presidi a Milano contro la privatizzazione 

Medicina Democratica: “La salute non è in vendita”, due presidi a Milano contro la privatizzazione 
“In particolare ci opponiamo alle misure prese dalla Regione Lombardia a partire da alcune delibere, con cui si intende privatizzare la medicina di base tramite l’istituzione di 'un gestore', che dovrebbe occuparsi dei malati cronici al posto del medico di medicina generale”, ha dichiarato Fulvio Aurora di Medicina Democratica.

"La salute non è in vendita", con questa parola d'ordine oggi, sono stati organizzati due presidi: davanti al Comune di Milano alle ore 10 e un altro alle 12 davanti al Palazzo delle Regione, in Piazza della Città della Lombardia. "Tante le associazioni e i movimenti che hanno aderito all'iniziativa promossa da Campagnadico32 – si legge in una nota di Medicina Democratica – provenienti da diverse città delle Regione".
 
"Presenti gli studenti che tutti i venerdi manifestano in Piazza della Scala per la salute dell'ambiente – prosegue la nota -, i rappresentanti dei 'Comitato dei Santi Paolo e Carlo', in lotta contro la decisione della loro chiusura. Presenti anche i delegati della RSU dell'ospedale San Raffaele, che hanno annunciato lo sciopero del 12 aprile indetto per chiedere il miglioramento delle condizioni salariali e di lavoro, per l'aumento del personale, in quanto pesantemente sotto organico".
 
“Anche quest’anno – ha dichiarato Fulvio Aurora di Medicina Democratica – ci siamo mobilitati a Milano e in tante parti d'Italia e d'Europa nella settimana dal 2 al 7 aprile, data che l'Oms ha proclamato Giornata Internazionale per il Diritto alla Salute, con iniziative lanciate dalla Rete Europea contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità pubblica. La tappa di Milano segue idealmente la manifestazione del 2 aprile a Bruxelles, con la conferenza stampa nell'Aula del Parlamento dei rappresentanti della Rete Europea e i parlamentari europei che hanno risposto all’appello della Rete”.
 
“In particolare – ha aggiunto Aurora – intendiamo opporci alle misure prese dalla Regione Lombardia a partire da alcune delibere, con cui si intende privatizzare la medicina di base tramite l’istituzione di 'un gestore', che dovrebbe occuparsi dei malati cronici al posto del medico di medicina generale. I pazienti lombardi affetti da malattie croniche hanno rifiutato di aderire (gli aderenti sono sotto il 10%)".
 
"Inoltre – conclude Aurora -, la regione Lombardia con altre due regioni (il Veneto e l’Emilia-Romagna) vorrebbe essere autonoma per la sanità in maniera sostanziale, rompendo l’unitarietà della nazione e, di fatto, aprendo la strada a forme di assicurazioni integrative che legano il diritto alla salute a chi se lo può permettere: la salute per tutte e per tutti deve essere garantita come stabilisce l’articolo 32 della Costituzione e la legge di riforma sanitaria del 1978”.
 

05 Aprile 2019

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