Messina. Rimborsi gonfiati per 7 cliniche private, 25 indagati

Messina. Rimborsi gonfiati per 7 cliniche private, 25 indagati

Messina. Rimborsi gonfiati per 7 cliniche private, 25 indagati
La Guardia di Finanza ha scoperto un “articolato e collaudato meccanismo fraudolento, finalizzato a far lievitare artificiosamente l’entità dei rimborsi corrisposti dal sistema sanitario” attraverso il sistema dei Drg. Su 723 cartelle cliniche esaminate, 591 presentavano anomalie. Al centro del sistema una Dirigente dell’Asp di Messina (ora in pensione), già a capo del Nucleo Operativo di Controllo dell’Asp, che chiedeva e riceveva anche regali e favori dalle strutture coinvolte nella truffa.

Tre misure interdittive della durata di quattro mesi, 25 indagati, sequestri per oltre tre milioni di euro nei confronti di sette strutture private convenzionate. A questo ha portato l’indagine della Guardia di Finanza di Messina sulla truffa messa in atto da funzionari pubblici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina e responsabili apicali e dipendenti delle strutture private convenzionate, per ottenere rimborsi più alti per le prestazioni erogate attraverso Drg “gonfiati”.

Le indagini hanno in particolare ricondotto il ruolo nodale dell’organozzazione a unal Dirigente dell’ASP di Messina (di recente posta in quiescenza e per tale motivo non destinataria di provvedimento cautelare, indagata per plurime ipotesi di truffa aggravata ai danno dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico, falso e corruzione), già a capo del Nucleo Operativo di Controllo dell’ASP di Messina, prima e principale protagonista delle vicende oggetto d’indagine, descritta dal competente Giudice come soggetto che, “forte di una consolidata esperienza amministrativa e burocratica”, si è dimostrata “dotata di una pervasiva capacità di orientare l’impatto della macchina amministrativa” dalla medesima diretta, con “atteggiamento spregiudicato, piegandola a interessi di parte in funzione di un tornaconto personale”.

Le Fiamme Gialle parlano, quindi, di un “articolato e collaudato meccanismo fraudolento, finalizzato a far lievitare artificiosamente l’entità dei rimborsi corrisposti dal sistema sanitario”, indicando nella Scheda di Dimissione Ospedaliera un D.R.G. difforme rispetto alle reali attività come risultanti dalle cartelle cliniche, così realizzando una conseguente truffa ai danni del Servizio Sanitario pubblico per oltre complessivi 3 milioni di euro.

“Un dato estremamente allarmante – riferisce la nota della GdF – lì dove si consideri che sono state oggetto di puntuale disamina soltanto 723 cartelle cliniche: di queste ben 591 presentavano anomalie, con una percentuale d’incidenza pari all’81,74%, tanto da indurre il competente Giudice del Tribunale di Messina a ritenere l’esistenza di una forma ‘di radicata connivenza tra controllore e controllato’”.

Nella materiale concretizzazione degli illeciti è emerso anche che la dirigente dell’Asp si è servita di ben 14 consapevoli addetti al suo ufficio, tutti indagati per reati di falso, relativamente ai verbali redatti quali componenti/ispettori del Nucleo Operativo di Controllo. La dirigente si è resa protagonista anche di “ulteriori gravi ipotesi di reato, che il competente Giudice ha valorizzato parlando di ‘mercimonio della funzione pubblica’, in funzione del perseguimento di indebite utilità”, laddove era stata“omaggiata” da una delle società al centro dell’indagine con gioielli acquistati e pagati dalla stessa casa di cura presso una gioielleria cittadina. La dirigente Asl aveva inoltre chiesto l’assunzione presso una Casa del compagno di una sua collaboratrice amministrativa e di un’altra persone di suo interesse in un’altra struttura.

“Un quadro generale fortemente preoccupante”, commenta in conclusione la nota delle Fiamme Gialle.

23 Settembre 2021

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