Molise. Si insedia la Consulta civica regionale per l’umanizzazione delle strutture ospedaliere

Molise. Si insedia la Consulta civica regionale per l’umanizzazione delle strutture ospedaliere

Molise. Si insedia la Consulta civica regionale per l’umanizzazione delle strutture ospedaliere
Il nuovo organismo consultivo nasce dall’impegno di “coinvolgere nei processi decisionali ed organizzativi tutti gli attori che quotidianamente lavorano e fruiscono dei servizi sanitari regionali”. Tra gli interventi previsti, anche quello per "migliorare attraverso percorsi formativi specifici alcuni aspetti del lavoro degli operatori sanitari". Al via una ricerca sul grado di umanizzazione delle strutture.

Per l’umanizzazione delle strutture ospedaliere in Molise, nasce C.IVI.LE, la Consulta cIVIca regionaLE. L’annunciato organismo consultivo, previsto dal Documento programmatico in tema di umanizzazione delle strutture ospedaliere della Regione, si è insediato ieri pomeriggio presso la Direzione generale per la salute della Regione Molise. L’obiettivo è “coinvolgere nei processi decisionali ed organizzativi tutti gli attori che quotidianamente lavorano e fruiscono dei servizi sanitari regionali, compresi i cittadini”, come recita una nota della Direzione generale per la salute del Molise ricordando che “l’umanizzazione è appunto la capacità di rendere i luoghi di cura e le pratiche medico-assistenziali aperti, sicuri e senza dolore, conciliando politiche di accoglienza, informazione e comfort con percorsi il più possibile condivisi e partecipati con il cittadino”.

Attorno al tavolo della Direzione per la salute si sono ritrovati i rappresentanti individuati e designati dalle stesse strutture in rappresentanza dell’ASReM e delle strutture private accreditate, (Neuromed, Fondazione Giovanni Paolo II, Villa Maria, Gea Medica, insieme al rappresentante del Tribunale dei diritti del Malato–CittadinanzAttiva Molise.
 
Tra i diversi argomenti all’ordine del giorno, spiega la nota della Direzione, “è stata rintracciata la necessità di migliorare le condizioni di comfort  e rendere più vivibili i servizi che hanno maggior volume di ingressi dei cittadini/utenti (pronto soccorso, emergenza, sale parto) oltre all’esigenza di migliorare attraverso percorsi formativi specifici, alcuni aspetti del lavoro degli operatori sanitari. La Consulta diventerà inoltre punto di riferimento per progetti nazionali e regionali relativi ai temi dell’empowerment, della centralità della persona e dell’umanizzazione”.
 
Nel corso dei prossimi mesi, peraltro, prenderà il via una ricerca della Direzione generale per la salute in tandem con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) per compiere una valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero e che “coinvolgerà cittadini, associazioni e tutte le strutture ospedaliere”.

“In questo periodo di riorganizzazione della rete dei servizi sanitari caratterizzato anche dalla scarsità di risorse – evidenzia la Direzione per la Salute nella nota – , la Direzione per la salute ha inteso proporre una modalità quanto più partecipata per intervenire sulle criticità con il pieno coinvolgimento degli stakeholder. La Consulta civile sarà lo strumento attraverso cui, appunto, verranno perseguire iniziative di audit civico, istituzionalizzandole all’interno di un percorso condiviso con le Istituzioni che hanno l’onere di pianificare, organizzare e gestire l’assistenza ospedaliera”.

16 Settembre 2016

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