Nuove assunzioni. Bernardini (Uil Fpl Roma e Lazio): “Buona notizia, ma non si rinforzi solo la componente medica”

Nuove assunzioni. Bernardini (Uil Fpl Roma e Lazio): “Buona notizia, ma non si rinforzi solo la componente medica”

Nuove assunzioni. Bernardini (Uil Fpl Roma e Lazio): “Buona notizia, ma non si rinforzi solo la componente medica”
Il sindacato commenta l’annuncio dell’assessore D’Amato nel corso di un convegno all’Omceo di Roma. Per la Uil Fo, “partendo dall’imprescindibilità dei medici sul territorio, sia necessario uno sforzo ulteriore su tutto il personale delle professioni sanitarie, in particolare infermieristico”. Per Bernardini “condividendo tale percorso con le parti sociali, la Regione riuscirà a mettere a punto un piano davvero in grado di far fare un salto di qualità alla sanità pubblica del Lazio”.

“Le dichiarazioni dell’Assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che parlano di investimenti sulle risorse umane, sull’innovazione tecnologica e sull’appropriatezza delle prescrizioni nel sistema sanitario regionale sono assolutamente condivisibili e degne di essere approfondite attraverso un confronto costruttivo con le parti sociali”. Lo dichiara in una nota Sandro Bernardini, Segretario Generale della UIL FPL Roma e Lazio.

“Come UIL FPL Roma e Lazio, in particolare, abbiamo da sempre posto l’accento sulla necessità, dopo le stabilizzazioni, di procedere a nuove assunzioni in grado di rilanciare la sanità pubblica nella nostra Regione. E’ chiaro, dunque, che sentir parlare l’Assessore D’Amato di 5000 nuove assunzioni pianificate negli anni e distribuite tra personale medico, infermieristico e delle professioni, rappresenta sicuramente un ottimo primo passo in un percorso che, comunque, dovrà esser definito nei minimi dettagli per evitare gli errori e i punti di caduta del passato.”

“Innanzitutto sarebbe utile discutere con la Regione Lazio la distribuzione effettiva di questo futuro personale. Stando alle dichiarazioni stampa di D’Amato, infatti, di queste 5000 nuove unità, circa la metà sarebbe individuata tra personale medico sia generale, che pediatrico e specialistico. Noi dal canto nostro crediamo che, partendo dall’imprescindibilità dei medici sul territorio, sia necessario uno sforzo ulteriore su tutto il personale delle professioni sanitarie che con il proprio lavoro quotidianamente garantisce il diritto alla salute dei cittadini. In particolare ci riferiamo al settore infermieristico. I dati OCSE, dopotutto, parlano chiaro in questo ambito. L’Italia è il fanalino di coda per quanto riguarda l’assistenza infermieristica tra i paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.”

“Noi crediamo che per invertire questa rotta, a partire dal Lazio, sia necessario individuare le reali esigenze assistenziali e procedere ad una eventuale integrazione sui numeri delle assunzioni del personale infermieristico e delle altre professioni sanitarie. In questo modo si andrebbe a rendere ancor più incisivo un intervento già di per sé importante, riportando i rapporti dell’assistenza a livelli accettabili ed evitando il ricorso nel prossimo futuro ad esternalizzazioni e nuove assunzioni di personale precario.”

“Il processo di crescita passa anche da qui e siamo sicuri del fatto che condividendo tale percorso con le parti sociali, la Regione riuscirà a mettere a punto un piano davvero in grado di far fare un salto di qualità alla sanità pubblica del Lazio. Auspichiamo, dunque, che un confronto in merito parta in maniera celere, facendo così in modo di avviare il processo assunzionale nel più breve periodo possibile. Attendere ulteriormente significherebbe aggravare ancor di più la situazione attuale, che vede una forte carenza di personale ed un’età media fin troppo elevata degli operatori del Servizio Sanitario Regionale.”

20 Settembre 2018

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