Ospedale di Siena. Dopo le polemiche l’Aou si è attivata per gestire l’iper-afflusso di pazienti in Pronto soccorso 

Ospedale di Siena. Dopo le polemiche l’Aou si è attivata per gestire l’iper-afflusso di pazienti in Pronto soccorso 

Ospedale di Siena. Dopo le polemiche l’Aou si è attivata per gestire l’iper-afflusso di pazienti in Pronto soccorso 
Analizzate le criticità e individuate le prime soluzioni utili, anche con un dialogo con il territorio, il 118 e il volontariato: “Operativo un sistema di alert che si attiverà analizzando tre parametri: i pazienti presenti in Ps, i pazienti in OBI e i pazienti presenti nell’Area Covid. Superata una certa soglia verranno attivati ulteriori 12 posti letto” e in caso di iper-afflusso stop ad “ambulanze con codici minori provenienti da altre aree”.

È stata adottata la procedura per gestire un eventuale iper-afflusso di pazienti in Pronto Soccorso all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese. Sono state messe a punto nuove misure, condivise con i professionisti, il 118 e l’Azienda Usl Toscana sudest per gestire eventuali ulteriori picchi di accessi (recente la polemica su un intasamento di ambulanze nell’ospedale di Siena ndr).

“In particolare – spiega il direttore sanitario dell’Aou Senese, Maria Francesca De Marco – è operativo un sistema di alert interno che si attiverà analizzando tre parametri: i pazienti presenti in Pronto Soccorso, i pazienti presenti in OBI, Osservazione Breve Intensiva, e i pazienti presenti nell’Area Covid del Pronto Soccorso. Superata una certa soglia verranno attivati ulteriori 12 posti letto dove saranno ricoverati i pazienti in ingresso dal Pronto Soccorso”.

“Inoltre – prosegue De Marco – il 118, d’intesa con il Pronto Soccorso, in caso di iper-afflusso, non invierà più a Siena ambulanze con codici minori provenienti da altre aree e arriveranno quindi solo le ambulanze provenienti dall’area Senese, gli altri pazienti provenienti da fuori l’Area Senese verranno inviati ai Pronto Soccorso dell’Azienda Usl Toscana sudest. I codici più gravi continueranno ad essere inviati alle Scotte, a prescindere dalla zona di provenienza dei pazienti”.
E, per quanto possibile, il 118 incrementerà l’invio di ambulanze dedicate alla dimissione dei pazienti che necessitano di trasporto sanitario in fase di dimissione, in modo da migliorare i flussi di scambio dei posti letto ed evitare che i pazienti dimessi attendano a lungo l’arrivo del mezzo.

“Sono tutte misure preventive – aggiunge il direttore del Pronto Soccorso, Giovanni Bova – condivise e concordate per evitare il ripetersi di situazioni spiacevoli per tutti, pazienti, volontari e ospedale. Siamo a lavoro, come sempre, abbiamo analizzato le criticità insieme alla direzione aziendale che non ci ha mai fatto mancare il proprio supporto, e abbiamo trovato le prime soluzioni utili, anche con un dialogo costruttivo e fattivo con il territorio, i volontari e le associazioni dei pazienti, dialogo che non è mai mancato”.

“Ognuno deve fare la propria parte – conclude Bova – e noi abbiamo sempre curato tutti e risposto ai bisogni di salute dei cittadini con impegno e dedizione. Stiamo facendo tutto il possibile per evitare criticità, soprattutto in questo periodo, con la recrudescenza dei contagi da Covid. Ben vengano le critiche costruttive, mantenendo la giusta considerazione per il lavoro svolto da tutti i professionisti del Pronto Soccorso e dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese”.

29 Luglio 2022

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