Ospedali del Vco. La Regione deciderà fra 90 giorni dopo aver ascoltato il territorio

Ospedali del Vco. La Regione deciderà fra 90 giorni dopo aver ascoltato il territorio

Ospedali del Vco. La Regione deciderà fra 90 giorni dopo aver ascoltato il territorio
È quanto annunciato dal presidente Cirio e dall’assessore Icardi che hanno incontrato oggi a Mergozzo i sindaci: “È finito il tempo in cui in un ufficio di Torino si definiva il futuro delle nostre province. Oggi sono finalmente i territori a decidere il loro destino”.

“Avevo promesso che saremmo venuti ad ascoltare il punto di vista del territorio sulla futura programmazione sanitaria del Vco e oggi siamo qui per mantenere la parola data. La Regione non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta, ma deciderà solo dopo essersi confrontata con chi vive e amministra questa provincia ogni giorno. Con un solo obiettivo: garantire il miglior servizio possibile ai cittadini del Verbano Cusio Ossola su quello che è il primo diritto per ognuno di noi, la salute”.
 
Con queste parole il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha aperto oggi a Mergozzo l’incontro con i sindaci del Verbano Cusio Ossola sul futuro della programmazione sanitaria del territorio. Al suo fianco anche l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. Presenti oltre 70 amministratori in arrivo da tutta la provincia.
 
“Discutiamo dell’ospedale unico – ha detto l’assessore Icardi – ma se guardassimo alla popolazione e ai parametri di legge (il Decreto ministeriale 70) nel VCO ci sarebbero le condizioni solo per mezzo ospedale. I criteri però vanno forse ripensati, se per rispettarli rischiamo di lasciare la gente sulle barelle dei Pronto soccorso, senza i letti per ricoverarle. Il compito che ci attende è arduo, prenderemo una decisione ma prima di farlo torneremo a presentarvi il progetto pensato per questo territorio. Non si può pensare di dover fare due ore di macchina per arrivare a un ospedale. Che la soluzione sia l’ospedale unico, il mantenimento dei due ospedali o una terza soluzione lo vedremo – ha aggiunto – abbiamo individuato anche una nuova strada di finanziamento che sarebbe completamente a carico dell’Inail, con una possibilità di eventuale riscatto dell’immobile di cui stiamo ancora discutendo. Il privato oggi è per noi lo strumento per tutelare l’accesso equo e indifferenziato alla sanità pubblica”.
 
Siamo qui perché dal 2015 a oggi su questa vicenda nulla è stato fatto ha poi sottolineato il presidente Cirio “altrimenti se l’ospedale unico fosse stato già realizzato non saremmo qui a discuterne. Ci prendiamo 90 giorni per una decisione finale che sarà l’epilogo di un percorso di valutazione tecnica e di confronto con il territorio, per dignità e rispetto di chi vive le problematiche di questa terra. La Regione ha il dovere di decidere e lo farà, ma solo dopo aver ascoltato”. 
 
Entro l’11 ottobre, dopo tutti i passaggi di legge con il Consiglio regionale, prosegue il Governatore: “Approveremo la delibera in Giunta. In questi tre mesi, dopo aver incontrato i sindaci che sono per noi il primo avamposto sul territorio, ci confronteremo con le categorie produttive e i sindacati del mondo medico-sanitario. Utilizzeremo queste settimane anche per incontri più mirati e tecnici in loco. E alla fine ci ritroveremo nuovamente qui per comunicare, prima di assumerla, la decisione che la Regione prenderà. È finito il tempo in cui in un ufficio di Torino si definiva il futuro delle nostre province. Oggi sono finalmente i territori a decidere il loro destino”.

16 Luglio 2019

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