Padova. Omceo promuove incontro su alcoldipendenze

Padova. Omceo promuove incontro su alcoldipendenze

Padova. Omceo promuove incontro su alcoldipendenze
Nuovo appuntamento per I Giovedì dell’Ordine”, l’iniziativa gratuita di aggiornamento dedicata ai medici. Il 20 febbraio si parla di “Alcoldipendenze nella popolazione giovanile e adulta”. L’alcol è o non è un problema? riguarda i giovani? in che misura? perché si parla di dipendenza? come funziona il lavoro di rete in questo ambito? Questi alcuni degli aspetti che verranno esplorati nel corso della serata.

Secondo appuntamento all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Padova per “I Giovedì dell’Ordine”, gli incontri formativi gratuiti rivolti ai Medici Chirurghi coordinati dal dott. Giacomo Sarzo, Consigliere dell’Ordine di Padova. Giovedì 20 febbraio alle ore 20 il tema trattato sarà di estrema attualità e urgenza: “Le alcoldipendenze nella popolazione giovanile e adulta”. L’alcol è o non è un problema? Riguarda i giovani? In che misura? La serata prenderà spunto da questi interrogativi.

“Se guardiamo al consumo pro capite – spiega Salvatore Lobello, Dirigente I Livello Uoc Sera di Padova in una nota che annuncia l’appuntamento -, Piove di Sacco che all’incontro parlerà della prevenzione e trattamento dei problemi alcolcorrelati nei giovani – possiamo dire di esser bravissimi. Negli anni ’80-90 l’indice era di 14 litri all’anno per persona, alla fine del 2010 era più che dimezzato, meno di 7 litri. Quindi? Bisogna tenere conto che c’è un netto calo delle abitudini classiche: un tempo si pranzava e cenava insieme, in famiglia, e il consumo di alcol era un accompagnamento del pasto. Oggi questo è totalmente cambiato, i pranzi sono frettolosi, le cene non sempre condivise in famiglia. Le abitudini non sono più legate ad un consumo quotidiano legato al pasto, ma fuori dal pasto, nelle cosiddette ‘occasioni sociali’”.

“Bevo qualcosa” con gli amici, “vado a farmi un aperitivo”, bevo una birra. “Il consumo – spiega l’Omceo nella nota – si concentra nel fine settimana ed è di vario tipo: gli shottini, una birra, le creme al whisky, spritz e cocktail. È la modalità del “fare serata con gli amici” che si associa al cosiddetto binge drinking, l'assunzione cioè di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve. In un’unica occasione si ingeriscono 4-5 unità alcoliche, se non di più. L’Italia si avvicina sempre più alle abitudini tipiche degli Anglosassoni”.
La percezione però è di fare qualcosa di normale, non di “scorretto”. “Ma il problema effettivamente c’è – evidenzia l’Omceo -, se pensiamo che oltre il 20% dei giovani fra i 18-24 anni ha problemi di alcol, 1 su 5 ha un “bere” problematico". Fondamentale diventa il lavoro di rete e di sensibilizzazione con educatori, scuole, famiglie. “E anche con i Medici di Medicina Generale  – conclude Lobello – perché pochi dei soggetti che arrivano ai servizi territoriali sono inviati dal loro medico”.

"Un incontro quindi – chiosa il professore Paolo Simioni, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Padova – di grande attualità che tocca ambiti clinici, epidemiologici e sociali. Un fenomeno che negli anni più recenti sta mostrando un profilo nuovo rispetto agli ultimi decenni, come il famoso binge drinking che assume dimensioni allarmanti nell’adolescenza, con valori massimi tra i 18-24enni. Aumenta la quota poi di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici. L’incontro  quindi sarà non solo occasione per parlare della cura della malattia da alcol nei diversi distretti dell'organismo con particolare attenzione all'epatopatia alcolica ed alle sue complicanze (cirrosi ed HCC), ma anche e soprattutto per confrontarsi sull'approccio ai problemi alcol-correlati prima del manifestarsi della malattia. È importante per i medici un aggiornamento sulla terapia di condizioni cliniche legate all'uso di alcol, ma è essenziale anche comprendere la necessità di un'azione multidisciplinare e incentivare il famoso lavoro di rete”.

Il programma della serata prevede gli interventi di:
– Dott. Salvatore Lobello, Dirigente I Livello UOC SERD Padova – Piove di Sacco, Prevenzione e trattamento  dei problemi alcolcorrelati nei giovani;
– Dott.sse Ilia Zanella  e Erika Zola, Dirigenti I Livello UOC Medicina Generale AOP Padova, Trattamento dei problemi alcolcorrelati nella popolazione adulta – casi clinici;
– Dott.ssa Serena Vicario, Assistente Sociale SERD Padova Modello organizzativo per la gestione dei problemi alcolcorrelati: il lavoro di rete

19 Febbraio 2020

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