Patologia aortica. All’Ulss 3 Serenissima un ambulatorio per prevenirla

Patologia aortica. All’Ulss 3 Serenissima un ambulatorio per prevenirla

Patologia aortica. All’Ulss 3 Serenissima un ambulatorio per prevenirla
La patologia aortica è silenziosa ma letale in oltre il 90% dei casi.  All'Ospedale dell'Angelo di Mestre è nato un centro di prevenzione che punta sull’indagine dei famigliari dei pazienti colpiti. Mangino: “Circa il 30% dei casi della Cardiochirurgia riguardano il malfunzionamento dell‘aorta”. Magagna: “I pazienti con patologia aortica hanno familiari a rischio di sviluppare la stessa malattia, importante monitorare”

Ad un anno esatto dall’apertura del nuovo ambulatorio “Aorta”, all’interno del reparto di Cardiochirurgia all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, il direttore di struttura, Domenico Mangino, e il responsabile dell’ambulatorio Aorta, Paolo Magagna fanno il primo bilancio.

“In un anno, in Cardiochirurgia all’Ospedale dell’Angelo di Mestre vengono sottoposti oltre 800 interventi – spiega il direttore, Dr Domenico Mangino – di cui, oltre 220 per i problemi legati all’arteria aortica. L’85 per cento di chi viene colpito da questa patologia muore nel giro di qualche minuto, il rimanente 15 per cento, che sono quei pazienti che arrivano in ospedale per tempo, vengono sottoposti ad intervento chirurgico d’urgenza. Di questo 15 per cento per la metà muore mentre sta facendo l’operazione o appena dopo l’intervento. Solo i rimanenti circa 7 pazienti torneranno a casa”.

Nel nuovo ambulatorio “Aorta” si cerca di prevenire attraverso la cosiddetta familiarità, prevenendo questa patologia mortale perché in grado di trattarle prima che accadano. Il merito va al monitoraggio continuo e a lungo termine, alla presa in carico multidisciplinare del paziente, e, in molti casi, 40 fino ad ora, anche dei suoi familiari. Per una ventina di loro, ai quali è stata riscontrata la patologia acuta dell’aorta è stato possibile anticipare l’operazione salvavita in modalità programmata, e non intervenendo d’urgenza.

“Il 30 per cento dei pazienti con patologia aortica hanno familiari a rischio di sviluppare la stessa malattia – dice il cardiochirurgo responsabile dell’Ambulatorio Aorta, Paolo Magagna – per questo per noi è importante indagare sul paziente già colpito. Il nostro ambulatorio ci permette così di identificare tempestivamente le patologie dell’aorta e di gestirle con una certa programmazione, evitando il più possibile interventi in emergenza”.

All’ambulatorio Aorta si accede con un’impegnativa che indichi la necessità di una visita cardiochirurgica all’interno di questo ambulatorio. Con questa, l’utente può chiamare il Cup o contattare la segreteria di Cardiochirurgia (al numero 041 965 6333, dalle ore 10:00 alle 12:00, o alla mail [email protected]).

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

25 Settembre 2024

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