Patto sanità digitale. Corso (Politecnico Milano): “Via libera in Stato Regioni è passo avanti, ma occorrono nuove risorse”

Patto sanità digitale. Corso (Politecnico Milano): “Via libera in Stato Regioni è passo avanti, ma occorrono nuove risorse”

Patto sanità digitale. Corso (Politecnico Milano): “Via libera in Stato Regioni è passo avanti, ma occorrono nuove risorse”
Il responsabile scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico, dopo il via libera della Conferenza, osserva: "La diffusione di tecnologie digitali può rendere più efficienti i processi e produrre notevoli risparmi sia per le aziende sanitarie che per i cittadini, ma solo a fronte di un investimento iniziale si può pensare di avviare un vero processo di digitalizzazione della sanità". 

“Dopo due anni dalla presentazione del Patto sulla Sanità digitale, il documento approvato ieri dalla Conferenza Stato-Regioni in una versione rivista rispetto all’originale costituisce un passo importante per il settore della salute, poiché viene finalmente riconosciuto in modo formale il ruolo strategico dell’innovazione digitale per il miglioramento della qualità e l’aumento dell’efficienza del sistema sanitario. Ora è però necessario passare ai fatti, mettendo in atto un master plan sfidante e coerente con gli obiettivi del patto, che consenta di ottenere un modello di Sanità moderno e sostenibile, passando attraverso un profondo rinnovamento organizzativo e tecnologico.” E' il commento di Mariano Corso, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano al Patto sulla Sanità digitale, dopo il via libera della Conferenza Stato Regioni.

“Per attuare il piano – precisa però Corso – non è possibile pensare che non ci siano nuove risorse dedicate, come si legge nel documento. La spesa per la Sanità digitale stimata dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità nel 2015 è pari a 1,34 miliardi di euro, circa l’1,2% della spesa sanitaria pubblica, corrispondente a 22 euro per abitante. Si tratta di una spesa ancora troppo bassa per attuare un vero cambiamento. Altri Paesi europei, con sistemi sanitari confrontabili al nostro, dedicano alla Sanità digitale spese di gran lunga superiore: ad esempio la Francia spende 40 euro ad abitante e la Gran Bretagna 60 euro.”. La diffusione di tecnologie digitali, osserva ancora, “può rendere più efficienti i processi e produrre notevoli risparmi sia per le aziende sanitarie che per i cittadini, ma solo a fronte di un investimento iniziale si può pensare di avviare un vero processo di digitalizzazione della Sanità. Successivamente sarà possibile reinvestire quanto risparmiato in nuovi progetti di innovazione digitale, evitando quindi di aumentare la spesa”.

Secondo le stime effettuate dall’Osservatorio, le aziende sanitarie potrebbero ottenere risparmi pari a 6,8 miliardi all’anno attraverso, ad esempio, la deospedalizzazione di pazienti cronici, resa possibile dalle tecnologie a supporto della medicina sul territorio, l’introduzione della cartella clinica elettronica a supporto di medici e infermieri, la dematerializzazione dei referti e delle immagini, la gestione informatizzata dei farmaci, la consegna dei referti via Web e la prenotazione online delle prestazioni. “A questi benefici – conclide Corso – sono da aggiungere i possibili risparmi economici per i cittadini, pari a circa 7,6 miliardi di euro, i quali, attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, eviterebbero inutili spostamenti per prenotare visite, ritirare referti, effettuare visite, ecc.”.

08 Luglio 2016

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...